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Addio alla scuola

di Valerio Sgalambro

Cos'è la scuola? Un luogo dove si dovrebbe crescere non solo con la testa ma, con tutte le componenti dell'essere; un luogo in cui la naturale predisposizione ad imparare ed apprendere venga gioiosamente stimolata. In realtà questo non avviene: l'incubo della mia infanzia vissuta fra i banchi di una classe elementare mi fa pensare a qualcosa di diverso. Sì, sono uscito, ho cancellato tutto, ma questo non basta a far finta di niente; non è sufficiente essere "grandi" per dimenticarsi del bambino che siamo stati. Ogni volta che un bambino sta male a scuola, una parte della società sta male.
Per capire veramente i bambini, occorre tornare noi stessi bambini, scendere nel loro mondo con molta umiltà e coraggio. Questo è stato il motivo che mi ha animato a condurre corsi di aggiornamento per le insegnanti delle scuole materne ed elementari dei circoli didattici del Comune di Firenze: trasmettere cioè quell'entusiasmo e quella gioia affinché nel quotidiano rapporto con i bambini possano entrambi vivere la scuola e tutta la vita sociale dopo, come qualcosa di bello e armonioso, in cui si "abbia almeno" l'impressione ad essere capiti e accettati: presupposti fondamentali per instaurare un percorso di cambiamento e di crescita.
L'esperienza dell' aggiornamento alle insegnanti (a costo zero) è durata due anni; non finirò mai di ringraziare loro per tutto quello che sono riusciti a darmi: non solo hanno permesso di riconciliarmi con la mia infanzia, con la società stessa, ma hanno permesso di farmi vivere un sogno: una società senza violenza fondata su rapporti empatici; sul rispetto e nell'accettazione dell'altro, del diverso. Tutto ciò, è stato possibile sperimentarlo all'interno del processo formativo; intenso come un gruppo di persone che in quel momento rappresentava in campione della collettività.
È stato un aggiornamento un po' all' incontrario in cui il direttore non doveva dire al relatore-formatore di avvicinarsi al microfono perché in quella zona dietro la colonna alcune insegnanti stanno dormendo o "non riescono a seguire". Un aggiornamento invece in cui il custode ci esortava ad andare via perché era tardi, ed il tempo a disposizione non era mai sufficiente.
Questo corso di aggiornamento è stato inteso come un luogo, uno "spazio residuale" dove finalmente le insegnanti potessero esprimere se stesse, e sviluppare quel senso naturale di amore verso gli altri, soprattutto verso i bambini; un senso naturale che in una società così tanto poco naturale si sta perdendo.

Durante il corso abbiamo avuto modo di sperimentare con sorprendente entusiasmo e successo ciò che sostiene il Ministero della Pubblica Istruzione, con un documento sui "contenuti essenziali per la formazione di base ad opera della Commissione dei saggi - gennaio - maggio 1997, prot. 3525/356. L'apprendimento cognitivo passa dalla sfera affettiva, dalle emozioni e dai sentimenti.

Cosa è accaduto dopo?
Molte insegnanti hanno formalizzato la loro volontà a continuare l'esperienza a loro avviso di estrema utilità per la relazione con i bambini, per un contatto più profondo, più umano. Tuttavia la scuola sostiene che è meglio investire sulla "relazione virtuale", spendendo così soldi e risorse per il corso di computer: Il progresso ci porta a non poterne fare a meno.
Io sostengo che tali corsi siano molto utili, ma è fondamentale che sia prioritario il benessere dell'Uomo e soprattutto del bambino al centro degli interessi e della scelta dei corsi, e non le leggi di mercato. "Oggi possiamo comunicare tantissime cose in pochissimo tempo, purtroppo, non sappiamo più cosa comunicare"
Non vorrei assumere un tono polemico e mi accingo alle conclusioni.
Molte insegnanti mi telefonano dispiaciute per non potere più continuare l'esperienza formativa; nonostante l'autonomia della scuola, il Direttore in maniera implicita o esplicita, risulta sempre essere l'elemento dominante nella scelta dell'aggiornamento, e non è il caso di una sola direzione didattica, ma di tutte.
In alcuni casi i docenti hanno chiesto di autofinanziarsi il corso, ma il Direttore non ha voluto concedere neanche il riconoscimento sostenendo che sarebbe stato più tranquillo, anche se meno economico per la scuola, un corso di aggiornamento condotto da un vecchio direttore didattico in pensione; ciò avrebbe permesso di introdurre nella scuola le avanguardie pedagogiche. Percorrere i vecchi modelli è più sicuro, l'importante dopo è parlare di cambiamento ma questo forse non è tanto comodo. Le cose da dire sarebbero tante... io preferisco fare e lascio lo spazio di altri per parlare. Da parte mia, l'esperienza con la scuola posso considerarla conclusa. Credo che comunque vadano le cose, la scuola cambierà come del resto è cambiata. Mi auguro che veramente i bambini possano avere una scuola per loro e che loro non siano per la scuola. Con molto affetto. V.S.

 

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