Stiamo vivendo un epoca davvero particolare. L'abbiamo sentita nominare new-age. Il
bisogno di spiritualità sembra essere fuoriuscito prepotentemente quasi come reazione
all'illuminismo, corrente di pensiero che fu certamente protagonista di importanti
scoperte scientifiche, ma che ha in qualche modo negato quegli aspetti appunto spirituali
che oggi ricominciano ad interessare più o meno tutti. Lentamente stiamo abbandonando gli
approcci illuministi del "se non vedo non credo" per sostituirli con un
atteggiamento mentale più morbido e possibilista, che suona più o meno come "se una
cosa non la vedo, non significa per forza che quella cosa non esiste". Persino una
certa parte di scienza, come la fisica quantistica, si sta interessando allo studio di
fenomeni partendo da questo atteggiamento mentale-scientifico: l'uomo non possiede
l'intero scibile dell'universo, e quindi la curiosità ed un sano bisogno di "saperne
di più" diventano i veri motori che spingono questa parte di scienza ad indagare con
una certa onesta intellettuale , lasciando indietro i pregiudizi illuministi o di
qualunque altro tipo.
In realtà credo che ogni epoca, ogni corrente di pensiero , abbia avuto una sua precisa
ragion d'essere quasi come fase obbligata di passaggio, passaggio inteso come crescita ed
evoluzione. E questa è l'epoca della ricerca interiore, ma come tutti i cambiamenti che
si verificano come "reazione" a qualcosa che è stato soppresso, negato o
ignorato per molto tempo, possiede i suoi eccessi che a ben guardare non producono proprio
vera conoscenza e a volte persino infastidiscono coloro che non ne condividono le matrici
guida.
Mi sono permessa di dilungarmi con questa piccola introduzione per affrontare il tema dei
percorsi di auto-conoscenza. Immagino che anche colui che legge avrà avuto modo di
verificare che oggi come oggi detti percorsi si trovano sotto ogni ponte e ad ogni angolo
di strada di questa nostra, appunto, epoca New-age. Mi sono capitati tra le mani volantini
informativi che pubblicizzavano "percorsi veloci" di guarigione, consapevolezza,
evoluzione e quant'altro. I tempi andavano addirittura dalle due settimane, fino a qualche
mese. Oppure 4-5 sedute di una qualche forma di terapia della quale non riuscivo proprio a
coglierne gli strumenti di lavoro. In ogni caso vorrei esprimere qui il mio parere su
questo, che rimane inteso è un'opinione personale e che deriva dalla mia lunga e a tratti
travagliata ricerca della soluzione al mio problema, cioè una forma depressiva piuttosto
radicata.
Quando parliamo di psicoterapia, o di altre forme di indagine interiore come l'analisi
bioenergetica, alla fine stiamo parlando della nostra crescita. Come molti di voi già
sanno, il vissuto personale di ognuno di noi spesso condiziona la qualità delle nostre
vite di adulti, fino a compromettere il nostro potenziale emozionale. Spesso da bambini
abbiamo dovuto "corazzarci" per poter sostenere situazioni di frustrazioni o ,
in alcuni casi , violenze fisiche e psicologiche, fino a creare quelle che comunemente
vengono chiamate "difese". Le difese corporee e caratteriali hanno avuto una
loro precisa funzione nel momento in cui le abbiamo strutturate e poi nutrite dentro di
noi: quella di non "farci sentire" , di non farci crollare o addirittura, come
nel mio caso, di non farci andare totalmente in pezzi. Va da se che lo
"smantellamento" di questo apparato psico-corporeo necessita dei suoi tempi che
non solo hanno carattere assolutamente individuale, ma davvero nel percorso terapeutico
assumono un importanza centrale. Questo è uno dei principali capisaldi di ogni buona
psicoterapia che mi fa dubitare di queste forme di percorsi "a tempo
determinato". Dopodiché dobbiamo anche considerare l'utilità di dette difese, come
vi accennavo in precedenza. Aprire blocchi energetici, mettere la persona di fronte alle
sue rimozioni e negazioni senza un'adeguata professionalità diventa, a mio avviso,
persino rischioso. Se quelle difese sono state innalzate per una ragione, e quella ragione
aveva a che fare con la nostra stessa sopravvivenza, come si può pretendere di
"scardinarle" in poco tempo? E per di più da persone che non possiedono una
preparazione adeguata allo scopo? Se ci abbiamo impiegato vite intere per ergerle e
nutrirle, possiamo liberarcene in un paio di settimane? Assolutamente no, ed è la stessa
logica a suggerircelo.
Se siamo tutti d'accordo che l'auto-conoscenza abbia a che vedere con la crescita, allora
proviamo ad immaginare la realtà interiore di un bambino piccolo, da quando viene al
mondo a quando comincia a muovere i suoi primi passi Vorrei utilizzare questa analogia
perché credo sia possibile comparare il famigerato inconscio ad alcune parti del nostro
SE che non si sono sviluppate, non sono cresciute, non ne hanno avuto l'opportunità.
Sono, come dire, rimaste "piccole". Il mondo interiore del bambino è per alcuni
versi limitato, cosi come lo sono gli strumenti che ha a disposizione per affrontare la
sua gigantesca sfida: quella di diventare grande. Ecco che alcuni eventi per noi adulti
scontati e di semplice gestione, per un bambino piccolo diventano vere e propri ostacoli.
Un bambino può terrorizzarsi perché si sente stanco, e questa stanchezza lo disorienta e
lo può gettare in uno stato di angoscia. I neonati a cui viene il singhiozzo durante la
poppata, vivono un grande disagio interiore, perché non sanno cosa sta succedendo
all'interno del loro corpo e quello spiacevole sussulto involontario gli impedisce il
soddisfacimento dell'immediato e prepotente bisogno di nutrirsi e sentirsi protetto nelle
braccia della madre. Crescere vuol dire sperimentare ogni momento la realtà esterna ed
interna. Vuol dire provare, tentare e ritentare, sentire e di volta in volta valutare per
poi accettare le grandi sfide che la vita ci mette davanti.
E adesso proviamo ad immaginare di dare tutte le direttive e le istruzioni utili del caso
a questo nostro bambino immaginario, suggerendogli addirittura un lasso di tempo entro il
quale lo deve fare. Una specie di "prontuario della crescita". Sarebbe assurdo
aspettarci che questo bambino diventi grande, e per di più nel lasso di tempo che noi
abbiamo deciso? Si lo sarebbe, perché noi sappiamo che la sua evoluzione è legata ad un
fattore esperenziale, non solo mentale.
Anche la crescita dell'adulto è legata a quel fattore.
Concludo con una raccomandazione, a costo di sembrarvi presuntuosa o saccente .Quando
dovete scegliere un percorso di auto-conoscenza date sempre e instancabilmente ascolto a
ciò che SENTITE. Non importa che il tale Guru, Maestro yoga, Master reiki o
psicoterapeuta che sia, vi risulta preparato sulla carta. Sentitevi... ascoltatevi...il
vostro corpo possiede la risposta sull'effettivo livello di consapevolezza di quello che
vi sta davanti.
Affidarsi ad un'altra persona, a mio avviso, è un grande atto d'amore. Non concedetelo se
avvertite in qualche angolino remoto della vostra coscienza, che quella persona non fa per
voi: perché è probabile che abbiate ragione.