Il Counselor a indirizzo psico-corporeo
riflessioni di Minou Galatello
La figura professionale del counselor in bioenergetica non ha soltanto a che vedere con la
capacità di ascolto, ma anche con la capacità di entrare in relazione con il cliente
stabilendo un contatto di tipo emozionale profondo. E' solo nel momento in cui tale
contatto si stabilisce che possiamo parlare di reale empatia. Ma perché il consultore
possa riuscire a sviluppare un "potenziale empatico" è necessario che arrivi ad
una certa conoscenza di se stesso e della sua dimensione interiore , che spazia da
categorie di giudizio dalla cui prospettiva guarda il mondo, fino all'attraversamento dei
traumi del proprio vissuto personale. Dove per trauma non si intende un evento unico
doloroso ed improvviso, bensì una situazione di frustrazione continua e persistente
perpetratasi nel periodo della crescita, e quindi che abbia in qualche modo minato il
potenziale energetico-emozionale dell'adulto.
L' autoconoscenza diventa importante per la professione del counselor, poiché colui che ha perso contatto con alcune parti del suo Se corporeo ( e quindi emozionale) potrebbe avere difficoltà a contattarle nell'altro, in questo caso nel suo cliente. Nella prospettiva bioenergetica l'analisi dell'origine di una determinata problematica interiore , ovvero se essa abbia una matrice mentale o corporea , in realtà perde di importanza poiché la dicotomia psiche-soma è stata in un certo senso superata. La persona viene concepita come "Uno".
Per usare le parole di A. Lowen :
"Un sostegno teorico all'analisi bioenergetica è il concetto di Reich dell'unità e
antitesi di tutti i processi viventi. L'unità si riferisce al fatto che l'organismo
funziona come un tutto unico. Ogni disturbo coinvolge l'intera persona, cosicché non ci
può essere distinzione tra malattia fisica e mentale, o tra dolore fisico e mentale. Se
una persona ha una malattia di cuore, la persona è malata, non solo il cuore. Allo stesso
modo se una persona soffre d'ansia, depressione, fobia o compulsione, il corpo ne viene
coinvolto così come la mente. Un trauma fisico coinvolge la psiche così come un trauma
psichico coinvolge il corpo. Il dolore del desiderio ardente insoddisfatto che un bambino
prova nei confronti della madre non è soltanto un dolore mentale, è strutturato
fisicamente nella tensione e costrizione della gola e della bocca tramite le quali quel
desiderio sarebbe espresso in pianto o nel protendersi per succhiare o baciare. La
presenza di questa tensione e costrizione è la prova del trauma primario e della sua
persistenza nel presente." (A.Lowen- tratto da "bioenergetic analysis ").
Comunemente si è sempre stati portati a pensare che la mente condizionasse il corpo,
attribuendole quindi il ruolo di vera ed indiscussa regista della nostra vita. In realtà
potrebbe essere altrettanto vero il contrario. Il nostro pensiero e la nostra formazione
mentale sono condizionati dalla realtà dei nostri processi corporei pulsionali di base.
Gli stessi atteggiamenti caratterologici difensivi che ci sostengono, e che abbiamo
sviluppato negli anni fondamentali della crescita, si ritrovano esatti e corrispondenti
nel corpo sotto forma di tensioni e costrizioni muscolo-scheletriche che hanno permesso ed
allo stesso tempo assicurato la rimozione (cancellazione) di una determinata emozione,
probabilmente troppo dolorosa perché l'uomo-bambino potesse farsene carico. Ecco quindi
che il counselor ad indirizzo psico-corporeo possiede uno strumento di lavoro che in
inglese viene definito Grounding, parola di difficile traduzione in italiano, ma che
potremmo riassumere col concetto di "radicamento". Attraverso questo sistema di
esercizi, elaborati e messi a punto da A. Lowen in cinquant' anni di professione
terapeutica, è possibile offrire al cliente un sostegno più incisivo e duraturo, che
partirà dal farlo entrare in contatto con le sue tensioni corporee (e quindi con l'intero
suo sistema emozionale)fino ad allentare man mano dette tensioni e costrizioni, per
arrivare ad un maggior livello di consapevolezza quindi di sicurezza perché sempre più
maggiormente "radicato" nella realtà, cioè nella sua personale "realtà
corporea". Ecco quindi che se la persona riesce a ridurre la profondità della
scissione tra mente e corpo ( quindi, in parole povere, sempre più ciò che pensa
corrisponde a ciò che sente) ci ritroviamo già comunque nel sentiero che porta verso la
condizione della salute, corporea ed emozionale.
Va da sé che il processo di vero e proprio sanamento di una nevrosi di tipo grave non appartenga all'attività del counseling, ma necessita un intervento terapeutico competente. Nonostante ciò il tipo di sostegno che il consultore bioenergetico potrà dare ha assunto , a mio avviso, un carattere decisamente più incisivo.
Ho sempre pensato e sentito che la "capacità terapeutica" di un
professionista fosse fortemente legata al suo livello di evoluzione personale. Ed ho
sperimentato personalmente nonché osservato percorsi terapeutici come dire, "tutti
in testa" che si risolvevano sovente con dei fallimenti o si impantanavano in anni di
labirinti mentali certamente interessanti, ma quasi mai risolutivi.
A questo proposito vi lascio ancora con le parole di A. Lowen :
".......Comunque la capacità di leggere il linguaggio del corpo non viene acquisita
facilmente o rapidamente. Sono necessari un considerevole training ed esperienza per
sviluppare questa abilità ad un alto livello di competenza...."
Se la terapia è un viaggio alla scoperta di sé dovrebbe essere condotta da una guida che ha fatto quel viaggio personalmente. Un terapeuta non può aiutare i pazienti ad avanzare oltre il punto in cui egli è arrivato. Ma troppi terapisti hanno mancato di confrontarsi con la loro struttura caratteriale a livello corporeo. Ciò deriva dalla osservazione che essi non hanno compiuto cambiamenti significativi nella loro struttura corporea. Di conseguenza la loro conoscenza della struttura del carattere è più teorica che esperienziale. Il risultato è che essi contano soltanto sulla consapevolezza per modificare la personalità. Infatti la consapevolezza e l'insight possono far ciò in grado limitato e a livello superficiale. Ad ogni modo l'insight è solo una finestra attraverso la quale si può vedere la ragione di un qualche aspetto del comportamento. Sapere il perché del comportamento non influenza fortemente il come del comportamento. Credere altrimenti è ignorare il fattore energetico. Considerazioni di carattere energetico impongono che un cambiamento profondo implichi un lavoro continuo di scoperta. Questo è il livello in cui si incontrano dolore e paura. La paura proviene dal fatto che la scoperta accade spesso assieme allo sconvolgimento. La vecchia struttura deve rompersi e crollare perché si possa sviluppare un modo più libero di essere. Terapisti di successo hanno sperimentato alcuni di questi sconvolgimenti nel corso della loro crescita e possono essere testimoni del dolore e paura che accompagnano questo processo. Si può apprezzare la riluttanza di molti terapeuti a portare i pazienti al punto di rottura e di scoperta perché temono il possibile sconvolgimento che può succedere. Tuttavia questo processo, sebbene doloroso, può essere necessario se si vuole che accada un vero cambiamento terapeutico." (Ibidem)