- Nascita e
personalità
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Dr.ssa Aniela Pratesi
©
2001
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Vi
chiederete: perché analizzare cosa accade al momento del parto? Perché la nascita porta con sé un sacco di
significati che normalmente vengono rimossi e dimenticati, eppure continuano a
influenzarci. Non sempre è facile ricostruire esattamente cosa è avvenuto, se non dai
racconti, spesso pieni di lacune, dei presenti. Perciò partiamo sapendo in anticipo che
non arriveremo facilmente a conoscere tutta la verità su come si sono svolti fatti;
dovremo accontentarci di una visione mediata dalle emozioni e qualche flash. Per chi
desidera approfondire questo tipo di ricordi esiste una tecnica particolare, il
Rebirthing. Tramite semplici esercizi di respirazione si possono risvegliare ricordi molto
lontani e impressioni che, a nostra insaputa, ancora oggi ci condizionano la vita. Tutte
le fasi prenatali si condensano nel momento del distacco; da esso saranno influenzati
molti altri distacchi successivi, e tanti altri nostri comportamenti. La nascita è il nostro primo atto sul palcoscenico del
mondo, e la commedia o l'opera che si rappresentò in quel momento è bene impressa nei
nostri ricordi profondi: così profondi che non possiamo o vogliamo tirarli fuori. Si,
perché si tratta comunque di un trauma, di un atto circondato da emozioni come paura,
ansia, fretta, timore. La nascita è molto vicina alla morte, è un evento rischioso che
attualmente grazie alla tecnica medica ha un esito normalmente positivo. Ma non
scordiamoci che nell'antichità (neanche tanto remota) la morte neonatale o della puerpera
era frequente.
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- Vediamo le conseguenze psichiche a seconda del tipo di parto, traendo spunto da un
classico della materia (S. Ray e B. Mandel, Nascita e personalità, Armenia editore-
1996).
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- parto normale
- E' opinabile definire "normale" la nascita che, a prescindere da come siano
andate le cose, resta un evento unico e abbastanza traumatico; con parto
"normale" intendiamo una nascita che non ha dato particolari problemi medici,
complicazioni o sofferenze alla madre e al bambino. Si può parlarne quando avviene in
modo facile e sereno per entrambi i protagonisti. Molte persone nate in circostanze così
benevole hanno una personalità tranquilla, amante della concordia, con sensazioni di base
di sicurezza e accettazione. Ma si dice che potrebbero covare un segreto rimpianto per non
aver destato emozioni più grandi e tormentose con il loro arrivo. Tanto più se hanno
fratelli e sorelle che hanno dato del filo da torcere all'ostetrica...la nascita normale
sembra quasi passare inosservata nei reparti dove ci si aspetta sempre il peggio, le
complicazioni e gli interventi d'urgenza. La persona può quindi sviluppare la credenza di
essere poco importante, poco interessante e visibile agli occhi degli altri. Sua madre non
ha avuto niente da raccontare al ritorno dall'ospedale. In qualche modo è mancata quella
atmosfera "mitica" delle nascite complesse, in cui si lotta tra la vita e la
morte. Perciò costoro tendono a mettersi da parte, o accontentarsi di ruoli di secondo
piano. Ma neanche il parto più normale (o presunto tale) ha fatto a meno di traumi e
shock; pensiamo alla abitudine barbarica di mettere a testa in giù e sculacciare il
bambino...si comincia subito con l'essere vittime dell'insensibilità di chi ci circonda.
E poi le luci abbacinanti, il freddo, i rumori...
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- parto ritardato
- Certe nascite avvengono prima che siano pronte le condizioni ambientali adatte, come l'arrivo in sala parto o la presenza del
medico o dell'ostetrica. Qualcuno è nato sull'ambulanza, o in macchina. Qualcun altro ha
sperimentato la spiacevole sensazione di essere frenato dalla madre che lo tratteneva. Le
manovre fatte dal personale o dalla madre per ritardare il parto danno un messaggio poco
gradevole, ovvero: "non è il tuo momento...ancora non ti vogliamo...frena la tua
esuberanza". Nelle loro relazioni adulte queste persone si sentiranno frenate,
inibite nelle loro manifestazioni. Essere state trattenute potrebbe far nascere in loro il
timore di rimanere soffocate, bloccate o
intrappolate. Si troveranno a dover far breccia nella ottusità altrui. La loro
personalità attiva è stata repressa davanti alle esigenze altrui. Perciò, nel
quotidiano, vivono uno stato di ansia, la sensazione di essere sotto pressione. Si legano
a partner che le opprimono, le bloccano emotivamente e le fanno sentire in trappola.
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- parto prematuro
- Nascere prima del tempo porta con sé una
eredità psichica di immaturità e vulnerabilità. Titubanza ad entrare in relazione, a
prendersi responsabilità. E' la situazione di chi si sente ancora un bambino, indifeso,
bisognoso di protezione. Molto dipende dal motivo per cui si nasce in anticipo; potrebbe
essere sia perché si ha fretta di entrare nella vita, sia perché ci sentiamo o
indesiderati nell'utero di nostra madre. Motivazioni diverse porteranno a conseguenze
psicologiche diverse. Per esempio chi è nato in anticipo con entusiasmo potrebbe trovare
il mondo lento e porsi come leader per spronare gli altri. Un altro motivo di nascita
prematura potrebbe essere l'ansia dei genitori o del medico che trasmettono al bambino la
sensazione che dovrà uscire al più presto per evitare guai. Questo rafforza convinzioni
negative del tipo: "sono piccolo e indifeso...da solo non posso farcela" che si
ripeteranno nelle relazioni e nello stile di vita futuro.
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- permanenza in incubatrice
- La permanenza nell'incubatrice, ormai lo si sa bene, crea un sacco di problemi. Una
precoce separazione dalla madre produce un senso di solitudine e abbandono e, nella vita
adulta, a timore del contatto fisico. E' una esperienza che induce a difficoltà di
connessione con gli altri. Molte di queste persone trovano
difficoltà a lasciarsi andare alle effusioni e al sesso; qualcuno si rifugia
nell'atteggiamento "guardare e non toccare". Non dimentichiamo poi la sgradevole
sensazione della gelida luce ospedaliera e il fatto di essere continuamente osservati.
Quest'ultima situazione può condurre al timore di essere costantemente giudicati. C'è
poi tutta una serie di timori per la salute, la dipendenza dagli altri (l'incubatrice), il
timore di non farcela a sopravvivere. Un altro aspetto può essere il timore di essere un
peso per gli altri e la convinzione di dovercela fare da soli. La separazione precoce
dalla madre arreca un dolore profondo che necessita di un bel po' di sforzi e
consapevolezza per essere superato.
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- parto oltre il termine
- Avere avuto difficoltà a concludere la gestazione ed essere usciti con ritardo porta
una serie di conseguenze facilmente immaginabili; senso di lentezza, di frustrazione, di
ritardo. La credenza che la via sia difficile e che bisogna lottare duramente per avere
qualsiasi cosa. Avere la tendenza svegliarsi a tardi, a rimandare gli appuntamenti, a fare
aspettare gli altri. E ancora dover arrancare continuamente per recuperare il tempo
perduto. Anche in questo caso si dovrebbe indagare sui motivi che hanno portato a
scegliere questa modalità; per esempio il tentativo di rinviare continuamente un evento
traumatico, modalità che potrebbe ripresentarsi spesso nel corso dell'esistenza. Altri
reagiscono con l'ansia di recuperare il tempo perduto, sentendosi sempre in ritardo sulle
circostanze della vita.
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- parto cesareo
- Il mito dell'odierna scienza ostetrica, il parto cesareo, riservato nel passato solo a
casi più gravi, è diventato una vera e propria routine. In questo modo, si dice, si
eviteranno un sacco di guai e sofferenze alla madre e al nascituro, ed in parte è così.
Ma quale saranno, per il bambino, le conseguenze psicologiche di questa scelta? Intanto la
sensazione di nascere in modo improvviso, non annunciato dai prodromi fisici del parto
naturale. Il bambino che viene estratto dall'utero sicuramente non è pronto ad uscire e
si sentirà in qualche modo privato della sua scelta. Nella vita adulta potrebbe sentirsi
interrotto da eventi esterni ogni volta che sta per compiere un passo importante. Reagirà con la caparbietà e la testardaggine,
nel tentativo di pareggiare i conti con chi lo ha costretto a subire le sue scelte. Nel
contempo non si sentirà sicuro di prendere le decisioni giuste e proverà difficoltà a
portare a termine i compiti che si è prefissato. La decisione di effettuare il cesareo
può essere vissuta dal nascituro come un intromissione nel suo progetto di nascita; nella
vita adulta troverà spesso persone che vorranno decidere per lui cosa è bene o no fare.
Vogliono fare di testa loro, è difficile imporre loro qualcosa. Hanno difficoltà a
fidarsi e temono sopra ogni cosa la manipolazione. Per aver subito la carenza del contatto
fisico del parto sono generalmente desiderosi di coccole e carezze. Possono altresì
percepire la loro nascita come una separazione non voluta, sviluppare il timore di non
essere accettati e che ogni loro offerta d'amore sarà facilmente rifiutata. Potrebbero
pure sviluppare l'atteggiamento opposto, ovvero la dipendenza da figure che gli risolvano
i problemi ed essere perennemente in attesa di un "salvatore".
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- parto podalico
- Le difficoltà connesse a questo tipo di parto portano a sviluppare dei forti sensi di
colpa; sarebbe interessante capire le motivazioni che spingono il bambino a presentarsi in
una posizione così anomala...timore di uscire? Percezione di un pericolo all'esterno? Chi
nasce in questo modo imparerà a sue spese quanto costa andare contro corrente. Potrebbe
avere la sensazione di iniziare le cose col "piede sbagliato" o di complicarsi
inutilmente l'esistenza. Nelle sue relazioni potrebbe temere di provocare sofferenza agli
altri; la sua credenza suona più o meno così: "per sopravvivere sono costretto a
far soffrire qualcuno". Sentirsi sbagliati è un'altra delle convinzioni che si
possono instaurare nella persona, come pure che la vita sia una lotta e che nelle
relazioni debbano esserci un sacco di problemi.
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- parto con anestesia
- Quali sono le sensazioni che prova un bambino che sta per nascere nel momento in cui,
pieno di vitalità, arriva nel suo corpo una massiccia dose di anestetico? Gli sembrerà
di addormentarsi, di cadere in un sonno profondo contro la sua volontà. Questa esperienza
continuerà a influenzarlo forse negli anni futuri, quando, improvvisamente, si sentirà
mancare le forze ed annebbiato nei momenti in cui dovrebbe essere più attivo. La sua
intera esistenza potrebbe essere avvolta in una nebbiolina di incoscienza nella quale è
difficile trovare il giusto orientamento. Fuga dalla realtà ed uso di farmaci potrebbero
diventare una valida alternativa quando le situazioni della vita si faranno difficili da
affrontare. Essere stati "immobilizzati" nel momento in cui si voleva uscire
dall'utero può portare a credere che il desiderio di vivere verrà "punito"
dall'arrivo di qualche evento che blocca e anestetizza. Altre sensazioni riferite sono il
senso di irrealtà riguardo alla propria esistenza. Chi ha rievocato, tramite il
Rebirthing, l'esperienza di questo tipo di nascita riferisce di avere percepito la madre
come "morta" o non presente in un momento così importante. Sensazioni di
solitudine che si sono protratte per molte ore, ovvero finché ella non si è svegliata e
ha potuto abbracciarlo. Ciò porterà difficoltà a relazionarsi emotivamente e
fisicamente, e la tendenza voler fare tutto da soli senza accettare l'aiuto degli altri.
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- parto indotto
- Solitamente ci sono seri motivi medici per cambiare la naturale programmazione di un
parto, ma quali sono le conseguenze? Uno dei primi problemi che queste persone avranno
deriva dal fatto che la loro vita è iniziata per decisione di qualcun altro. Si dice che
questi soggetti, da grandi, abbiano sempre bisogno di essere spinti e provocati per
iniziare qualcosa. Sembra che traggano un sotterraneo piacere nel negarsi e nel provocare
gli altri a fare la prima mossa. Quando l'ignaro partner li invita a muoversi dicono
beffardamente di no. E' come se cercassero di ricreare la situazione della loro nascita
sperando di avere, oggi, un maggior potere e pareggiare i conti con chi li ha costretti a
fare qualcosa che non volevano. Vogliono che siano gli altri a prendere le decisioni e a
stabilire le regole e poi provano risentimento per questo. E' possibile che istaurino
relazioni conflittuali, relazionandosi a persone autoritarie e poi sentendosi in trappola.
Sono spesso in ritardo (provocatoriamente) e si dice che odino alzarsi dal letto (che
simboleggia l'utero).
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- parto con il forcipe
- Bloccarsi in una situazione senza via d'uscita, nella quale si verrà salvati da
qualcuno in extremis... ecco il leit motif di chi è nato con l'aiuto del forcipe. Una
pratica che, per fortuna, sta scomparendo. Pur essendo una persona vitale e capace di
cavarsela si sarà fatto l'idea che, alla fine, avrà bisogno di qualcuno più forte che
lo "tiri fuori" dai suoi problemi. Si verificherà una lotta tra un caparbio
bisogno di indipendenza e il timore di non farcela all'ultimo momento. Lo shock subito gli
fa temere il controllo e la manipolazione da parte degli altri; perciò, benché chieda
indirettamente aiuto, al momento in cui gli viene dato si insospettisce o si arrabbia
sostenendo che ce la può fare benissimo da solo. Ha bisogno di tenere tutto sotto
controllo. L'enfasi posta sulla trazione
della testa può causare il timore che si stacchi, o che esista una separazione
mente/corpo. Il contatto fisico può essere temuto come fonte di dolore.
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- posizione trasversale
- Questo paragrafo si potrebbe intitolare"la nascita dei non allineati". Chi si
gira nell'utero materno ci sta dando dei messaggi precisi, fra cui: "non sono pronto,
voglio andare in un'altra direzione da quella stabilita". Sono persone che andranno
contro corrente? E' probabile; certo è che per trovare la loro strada dovranno faticare
un po', perché il loro istinto li porta inevitabilmente a seguire una strada diversa da
quella che dovrebbero prendere. Sembra che siano frequenti i cambiamenti di residenza, di
lavoro, di coppia. Che dopo un periodo iniziale di assestamento e allineamento sentano
l'esigenza di "girarsi" e dirigersi altrove. Può essere presente un notevole
disorientamento e la tentazione di bloccarsi per non sbagliare. Decidere che strada
prendere, che scelta fare può essere molto faticoso; sorgerà in loro l'istinto di
fuggire e cambiare aria, piuttosto che confrontarsi con i problemi.
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- cordone ombelicale attorno al collo
- Nascere con un "cappio" attorno al collo, magari rischiando di esserne
soffocati, è alquanto problematico. Vita e morte si intrecciano nella danza della
nascita, che appare soffusa da una atmosfera drammatica. Temere di perdere la vita proprio
nel momento in cui più la si desidera condizionerà parecchio; l'intimità e la vicinanza
saranno desiderate ma anche sentite come pericolose...prima o poi sortirà fuori la
tentazione di "togliersi di dosso" i legami che potrebbero soffocarci. La
ricerca della libertà e, nel contempo, la ricerca di un contatto affettivo profondo,
saranno i due estremi di una corda in tensione. Un altro modo di reagire a questo evento
potrebbe essere di cercare situazioni rischiose, nelle quali la vita o i valori
fondamentali vengono messi in pericolo; insomma, giocare sul filo del rasoio. Una
curiosità: qualcuno di loro si sente soffocare se si abbottona il colletto o se porta
cravatte e foulard.
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- parto gemellare
- Un caso interessante, quello dei gemelli. Il loro sodalizio, iniziato durante la
gestazione, deve superare il trauma della nascita; uno dei due dovrà uscire per primo,
sentendosi in colpa per aver lasciato solo il fratellino. Il secondo, d'altro canto, sarà
arrabbiato per essere stato abbandonato ed essere arrivato per ultimo. Potrà sentirsi
indesiderato, visto che i genitori hanno avuto già un bambino e tenderà a recitare ruoli
di secondo piano, ad essere pigro e rinunciatario. Si, perché è il primo ad uscire che
viene considerato il fratello maggiore e può atteggiarsi a leader. Se poi uno dei due non
sopravvive è facile immaginare come si sentirà l'altro, assorbendo la convinzione:
"qualcuno deve morire affinché io possa vivere".
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