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Le parole del buddismo

 

Il sé è padrone del sé: non vi sono altri padroni. Colui che domina il sé, domina il padrone più difficile da dominare. (Dhammapada)

Se qualcuno compie il bene, lo faccia ancora, e ancora, e ancora, poiché la felicità è un cumulo di bene. (Dhammapada)

La generosità, la disciplina, il dominio di se stessi, la pazienza, la benevolenza, la non-violenza, la compassione, la gioia, la rinuncia: ecco i nove modi per ottenere la pace. (Dhammasukkàya)

Poiché l'odio mai cessa con l'odio, l'odio cesserà con l'amore: ecco una regola molto vecchia. (Suttapitaka Dìghanikàya)

Un uomo non è vecchio quando i suoi capelli sono grigi, ma, nell'età matura, è detto vecchio se è invecchiato invano. (Suttapitaka Dìghanikàya)

Colui che è onesto, educato, i cui discorsi sono sempre gradevoli, che dedica molto tempo alla meditazioni e allo studio, riesce prontamente in ogni compito che si prefigge. (Dhammasukkàya)

Colui che sa scegliere il tempo e il luogo, che distingue il possibile dall'impossibile, che riconosce i propri limiti, riesce prontamente in ogni compito che si prefigge. (Dhammasukkàya)

L'impermanenza è vinta dalla permanenza, la povertà dalla ricchezza, la cattiveria dalla dolcezza, e la falsità colpita a morte dalla verità. (Dhammasukkàya)

La pietà viene sempre glorificata, l'assenza di pietà mai; l'energia trionfa su tutto, e l'indolenza aumenta lo smarrimento. (Dhammasukkàya)

Colui che, sfuggito alla rete della follia, insegna la tranquillità, viene chiamato Guida del cammino. Egli allontana dalla cattiva strada. (Dhammasukkàya)

Colui che sempre possiede la carità e la disciplina che ha compassione per gli esseri viventi, realizza ogni suo desiderio. È bene perciò seguire la Disciplina. (Dhammasukkàya)

All'uomo che si dedica alla benevolenza e alla compassione, che allontana da sé il desiderio e favorisce gli altri, riesce prontamente ogni compito che si prefigge. (Dhammasukkàya)

Colui che si accontenta, che non è negligente, che vuole il bene di tutti gli esseri, che si libera dalla concupiscenza e dall'odio, riesce prontamente in ogni compito che si prefigge. (Dhammasukkàya)

Colui che rimane fermo, incrollabile, che ama la Legge, che è generoso, che si è liberato dall'invidia e dalla gelosia, riesce prontamente in ogni compito che si prefigge. (Dhammasukkàya)

Non lasciatevi dominare da un carattere impetuoso e violento, desiderando solo il successo nemico degli uomini. (Dhammasukkàya)

Se l'uomo è tormentato dalla paura di ciò che si prova al momento della morte, ascolti la predicazione della Legge, e nel suo cuore non sorgerà più alcuna paura. (Dhammasukkàya)

Come la foglia affilata taglia la mano che l'afferra male, così la scienza applicata male produce solo gravi danni. (Dhammapada)

Non tutti sanno che tutti qui dobbiamo giungere a una fine; ma coloro che lo sanno cessano immediatamente di combattersi. (Suttapitaka Dìghanikàya)

Quando, dopo una vita spesa a inseguire un miraggio vano, ti troverai vecchio, che cosa ti resterà della tua vita? (Dhammasukkàya)

Se pensa al terrore della morte lo spirito corrotto si purifica, ed il terrore della morte conduce a non più morire. (Dhammasukkàya)

Gli uomini che si nutrono di illusioni e che l'illusione del mondo non allontana dalla passione per il mondo, come fanno a non riconoscere la morte, dopo averne sopportate tante? (Dhammasukkàya)

Nel mondo le unioni sono piacevoli, e le separazioni tristi; ma nel mondo tutte le unioni finiscono in separazioni. In ogni istante, in ogni minuto, in ogni ora, di giorno e di notte, fermi o in viaggio, alla morte nulla resiste. (Dhammasukkàya)

Tutto il mondo è infiammato dal fuoco del desiderio e, come ogni fiamma, anche l'illusione alla fine si spegne. (Dhammapada)

Come un albero, pur se tagliato, ricresce ancora se non ne è stata diverta la radice, così il dolore cresce e ricresce di nuovo se non è stata divelta la radice della bramosia. (Dhammapada)

Gli uomini dominati dalla bramosia balzano di qua e di là come lepri incappate nelle reti: stretti da lacci e da vincoli continuamente percorrono la via del dolore. (Dhammapada)

I desideri non vengono saziati nemmeno con una pioggia di monete d'oro. Colui che conosce come la soddisfazione dei desideri sia breve e ne consegua dolore, è veramente saggio. (Dhammapada)

Uomini spinti dalla paura cercano rifugio sul monti e nelle foreste, sotto gli alberi sacri o nei santuari, ma questi non sono asili sicuri: asilo sicuro è la Legge. (Dhammapada)

Lo stolto che riconosce la propria stoltezza ha una parte di saggezza, mentre lo stolto che si crede saggio è il più stupido degli stupidi. (Dhammapada)

Giovani o vecchi, saggi o stolti, tutti sono soggetti alla morte. Sopraffatti dalla morte, né un padre può salvare il figlio, né i parenti i propri parenti. (Suttapitaka Dìghanikàya)

La pace della mente non si ottiene né con il piacere né con il rammarico. Al contrario: inseguendo i piaceri o tormentandosi con il rammarico si verrà colti poi da un dolore più grande, e il corpo soffrirà maggiormente. Per quanto un malato si lamenti e pianga per il suo dolore, non per questi lamenti si salverà dalla morte. (Suttapitaka Dighanikàya)

Ad ogni giornata bastino le preoccupazioni di quella giornata. (Sutta-Pitàka)

Come la pioggia penetra in una casa attraverso un tetto mal costruito, così la passione penetrerà in una mente che non sa riflettere. (Suttapitaka Dìghanikàya)

Colui che fa il male piange in questo mondo e piangerà nel mondo futuro. Piangerà in entrambi i mondi e soffrirà vedendo il cattivo risultato della sua stessa opera. (Suttapitaka Dìghanikàya)

Un uomo che ha imparato poco diventa vecchio come un bue: la sua carne cresce ma la sua sapienza non aumenta. (Sutta-Pitàka)

La frivolezza, le cattive compagnie, la crudeltà, le parole false, il modo errato di vedere le cose, la negligenza: ecco le prime cause dell'inferno. (Dhammasukkàya)



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