Le parole di Qohèlet
Io, Qohèlet, sono stato re d'Israele a Gerusalemme.
Ho messo il mio cuore a cercare e a domandare
con sapienza tutto ciò che avviene sotto il sole
Trattenimento doloroso, questo, che Dio ha dato
ai figli dell'uomo perché in esso si affatichino.
E pensavo in cuor mio e dicevo:
Ecco, io sono conosciuto per aver acquistato vasta sapienza.
Ho interrogato la sapienza e la scienza,
la stupidità e la follia ed ho capito che
anche questo è un affaticarsi in vano.
Dove c'è molta sapienza c'è molto tormento
e chi accresce il sapere aumenta il dolore.
Vanità delle vanità, dice Qohèlet, vanità delle vanità, tutto è un vuoto immenso.
Che resta all'uomo di tutto il suo affanno in cui si affanna sotto il sole?
Generazione che va, generazione che viene e la terra resta eternamente ferma.
Si leva il sole e il sole tramonta verso quel luogo dove esso si leva di nuovo.
Tutte le parole penano e l'uomo si sforza nel dirle.
Mai l'occhio si colma di guardare, mai l'orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato è quello che sarà
e ciò che si è fatto è quello che si farà:
niente di nuovo avviene sotto il sole.
Io pensavo in cuor mio:
Su, voglio farti provare la gioia: godi il piacere!
Ed ecco, anche questo è vuota illusione!
Al riso ho detto: Follia!
All'allegria: Che offri?.
E mi rivolsi a pensare a tutte le opere delle mie mani
e alla fatica che avevo durato a farle,
e ho visto che il tutto era vanità e inutile affanno,
non c'era alcun vantaggio sotto il sole.
Allora mi sono rivolto
a riflettere sulla sapienza,
sulla follia e sulla stoltezza.
Notai che il valore della sapienza
è superiore a quello della stoltezza
come quello della luce sulle tenebre:
Il sapiente ha gli occhi in fronte,
lo stolto cammina nel buio.
Ma so pure che un destino comune hanno tutti e due.
Ecco il sapiente muore proprio come muore lo stupido.
Odio la vita, mi fa orrore quanto si compie sotto il sole,
ogni cosa è vanità ed inutile affanno.
Odio tutta la fatica che ho fatto sotto il sole.
Anche ciò è vanità!
E allora che cosa resta all'uomo di tutta la sua fatica e di tutto l'affanno?
di tutti i suoi giorni pieni di dolori?
delle sue notti insonni?
Anche questo, quale vanità!
Non c'è per l'uomo altra felicità che mangiare e bere
e godersi il frutto delle sue fatiche.
Anche questo, lo so, è dono che viene dalle mani di Dio.
Chi può gioire senza il suo permesso?
Per tutto è sotto il cielo una stagione.
Per ogni evento il tempo.
C'è il tempo per nascere e il tempo per morire,
il tempo per piantare e il tempo per sradicare,
C'è il tempo per uccidere e il tempo per curare,
il tempo per demolire e il tempo per costruire.
C'è il tempo per piangere e il tempo per ridere,
il tempo per gemere e il tempo per ballare.
C'è il tempo per gettare le pietre e il tempo per raccoglierle,
il tempo per abbracciarsi e il tempo per allontanarsi.
C'è il tempo per cercare e il tempo per perdere,
il tempo per custodire e il tempo per buttar via.
C'è il tempo per strappare e il tempo per ricucire,
il tempo per tacere e il tempo per parlare.
C'è il tempo per amare e il tempo per odiare,
il tempo per la guerra e il tempo per la pace.
Che valore ha per l'uomo tutto quello che compie con fatica?
Osservo gli impegni che Dio ha dato agli uomini, per occuparli nell'affanno.
Tutto quello che fa è in accordo col tempo.
Ma il fare che Dio fa è sbarrato per l'uomo dall'inizio alla fine.
Ho capito che non c'è altra felicità per l'uomo
che godere e rendersi lieta la vita;
che l'uomo mangi, beva
e si goda la vita,
il frutto della sua fatica è solo dono di Dio.
A ciò niente si aggiunga e da ciò niente si tolga.
Dio vi pone il terribile del suo volto.
Ciò che già fu, è;
e ciò che sarà, già fu.
Dio riconduce ciò che è già trascorso.
E un'altra cosa ho visto sotto il sole:
invece del diritto, il crimine
e nel luogo della giustizia, il sopruso.
E ho detto nel mio cuore:
Dio giudicherà il buono e il cattivo,
Dio lo ha deciso perché c'è il tempo per ogni atto
e per ogni condotta di quaggiù.
Poi mi sono detto: La condotta degli uomini è tale
perché Dio vuole mostrare loro
che essi non sono altro che bestie.
Infatti il destino degli uomini
e la sorte delle bestie è uguale;
muoiono,
e il soffio vitale è uno,
l'uomo non è superiore alla bestia.
Tutto è vuoto e vanità.
Vanno a finire nello stesso luogo
usciti dalla polvere
ritornano nella polvere.
Chi sa se il soffio vitale dell'uomo va in alto.
E quello della bestia in basso?
Vedo che il bene dell'uomo
è godere di ciò che fa,
il dopo nessuno glielo rivelerà,
è il suo destino.
Ho visto tutte le violenze
che si consumano sotto il sole:
ed ecco il pianto degli oppressi,
non c'è nessun consolatore per loro.
E dissi: Pace ai morti, che sono ormai morti,
più dei vivi, che sono ancora vivi,
e più felice di entrambi,
chi non è mai nato,
e non ha visto il male
che si compie sotto il sole.
Meglio in due che uno solo,
perché due hanno migliore risultato nella loro fatica.
Se uno cade, l'altro lo rialza.
Guai invece a chi è solo:
chi lo rialza se cade?
Se due dormono insieme, c'è caldo:
ma uno solo come fa a scaldarsi?
Se uno è aggredito,
in due si può resistere.
Una corda a tre capi non si spezza subito.
Fa' attenzione ai tuoi passi
quando vai nella casa di Dio.
Avvicinati per ascoltare
piuttosto che offrire il sacrificio come gli stolti,
che non sanno il male che fanno.
La tua bocca non corra
e il tuo cuore non sia frettoloso
nel dire parole davanti a Dio,
perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra;
perciò le tue parole siano misurate.
In molte fantasie divaga il sogno,
e il grido dello stolto nelle molte parole.
Egli non ama gli stolti:
quello che hai promesso adempilo:
è meglio non far voti, che farli e poi non mantenerli.
Non permettere alla tua bocca di contagiare la tua carne.
Vuoi che l'ira di Dio prenda corpo nelle tue parole?
E rovini il tuo lavoro?
Temi dunque Dio.
Dolce è il sonno del lavoratore,
poco o molto abbia da mangiare;
ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire.
Dal ventre di sua madre uscì, nudo,
così come venne ritorna e se ne va,
senza aver ricavato dalle sue fatiche
nulla da portare con sé.
Anche questo è un brutto male.
Ognuno con quel che venne se ne va,
e qual vantaggio aver gettato le sue fatiche al vento
e aver passato tutti i suoi giorni nell'oscurità,
fra molti rancori, malanni e arrabbiature?
Buona fama è il ricordo più di un olio di profumo.
Più caro è il giorno della morte,
più del giorno in cui si nasce.
Buono è l'andare in una casa in lutto
più che l'andare in una casa in festa;
perché quella è la fine d'ogni uomo.
Chi vive abbia il cuore fisso.
Meglio è la tristezza che il riso,
perché un volto sofferente rende il cuore più bello.
Il cuore dei sapienti sta in una casa in lutto
e il cuore degli stolti sta in una casa in festa.
Meglio ascoltare il mugugno del sapiente che il canto degli stolti:
quale il crepitio dei pruni sotto il paiolo,
tale è il riso degli idioti.
Ma anche questa è vuota illusione.
Meglio la fine di una cosa che il suo principio;
meglio uno spirito paziente che uno spirito inflessibile.
Non cedere all'ira:
perché la collera riposa nel grembo degli stolti.
Non domandare perché i tempi antichi erano più felici del presente:
In questa domanda non c'è sapienza.
Il vantaggio del sapere fa vivere chi lo possiede.
Contempla ciò che Dio ha fatto:
chi può far dritto ciò che Egli ha fatto storto?
Nei giorni felici sii felice,
nei giorni tristi della sventura rifletti.
Tanto l'uno che l'altro ha fatto Dio,
affinché l'uomo non sappia nulla del suo futuro.
Tutto ho visto nei miei giorni vuoti:
perire il giusto nella sua giustizia,
vivere a lungo il colpevole nella sua iniquità.
Non esser troppo giusto, né sapiente oltre misura.
Perché vuoi tormentarti?
Non esser troppo malvagio e non essere troppo folle.
Perché vuoi morire prima del tempo?
Se metti qua la tua mano
di là non la staccare:
chi teme Dio ha buon esito in entrambe.
La sapienza dà forza al sapiente
più di quella di dieci potenti in una città.
Non c'è uomo giusto sulla terra
che faccia il bene senza fare il male.
Tutto questo io ho provato e vagliato
Ho detto: Io sono sapiente!
Invece ne sono lontano!
Lontano è ciò che è,
e profondo il profondo:
chi lo può toccare?
Chi è come il sapiente,
e chi sa penetrare il senso delle cose?
La sapienza dell'uomo ne rischiara il volto
e le durezze del suo viso sono addolcite.
Chi osserva il comandamento
non usa male dire.
Il cuore del sapiente comprende la legge
e il tempo, perché per ogni cosa vi è il tempo e il modo;
grande è il male a cui è esposto l'uomo,
poiché nessuno sa cosa accadrà:
e il come e il quando chi glielo dice?
Nessuno è padrone del soffio vitale per trattenerlo,
né ha potere sul giorno della morte,
né sul rinvio della lotta:
l'iniquità non salva colui su cui grava.
Mi sono dato poi a conoscere la sapienza,
a scrutare i continui tormenti
che si compiono sulla terra;
gli occhi dell'uomo non vedono il riposo né di giorno né di notte.
Ho visto tutta l'opera di Dio:
l'uomo non può arrivare a dare un senso
a tutta l'opera che si svolge sotto il sole,
gli uomini si affannano a cercare
ma a nulla possono arrivare.
E se il sapiente dice di sapere,
in realtà non vi riesce.
Tutto quello che la tua mano è capace di fare,
fallo! ne hai la forza,
perché non ci sarà più né azione,
né pensiero,
né conoscenza,
né sapienza
giù nella Terra dei Morti,
dove stai per andare.
Le parole della bocca del sapiente sono grazia,
ma le labbra dello stolto lo mandano in rovina.
Il principio delle parole di sua bocca è cosa stupida,
il seguito della sua bocca, follia funesta.
Dolce cosa è la luce;
e agli occhi piace di vedere il sole.
Anche se per molti anni vive l'uomo
tutti se li goda, pensando ai giorni tenebrosi, infiniti,
tutto ciò che viene non è che vanità, vuoto.
Goditi, o giovane, la giovinezza
e ti sia lieto il cuore nei giorni di tua gioventù.
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Caccia via la malinconia dal tuo cuore,
strappa dal tuo corpo il dolore,
perché capelli neri e giovinezza sono un soffio.
Qohèlet cercò e fu un vero sapiente
Volle trovare detti squisiti,
scritture precise di parole vere.
Le parole dei sapienti sono punte acuminate
chiodi piantati.
Ma sta' in guardia, figliolo:
i libri scritti sono troppi,
il molto studio estenua la carne.
Tutte le azioni Dio chiama in giudizio.
Tutto il bene nascosto.
Tutto il male nascosto.