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La famiglia ricomposta
Il contributo del counselor nella gestione delle emozioni e delle problematiche nel processo di cambiamento
 
di Silvia Gori

 

INTRODUZIONE

Negli ultimi anni le relazioni fra le persone, i rapporti sociali e le consuetudini sono cambiate a favore del benessere dell'individuo affinché questi possa essere protagonista attivo e consapevole delle proprie esperienze. Una maggiore libertà e creatività, caratteristiche di questo secolo, hanno portato le persone a vivere e conoscere diverse realtà relazionali. La legalizzazione di alcune realtà di fatto ha contribuito alla nascita e diffusione di nuovi modelli familiari; in Italia, a seguito dell'istituto del divorzio, si è reso palese e si è intensificato il fenomeno delle famiglie ricomposte. Nel nostro paese la diffusione di questo tipo di famiglia è più limitata che altrove, ad esempio in Francia, in Germania o negli Stati Uniti, dove già da diverso tempo studi e ricerche sul campo, cercano di comprendere la complessità di questa struttura relazionale. Per famiglia ricomposta si intende " dopo l'interruzione di un' esperienza di famiglia nucleare da parte di almeno uno dei due sposi, si compie la scelta di un nuovo partner costituendo così una nuova coppia, sposata o non sposata, con figli che hanno fatto parte di uno o più nuclei familiari precedenti. La nuova coppia potrà generare figli biologici che faranno anch'essi parte di questo nucleo."1 Questo tipo di famiglia è caratterizzato in modo assai diverso da quello di famiglia nucleare tradizionale, composto dalla madre, dal padre e dai figli biologici. Definire i ruoli e i compiti nella famiglia ricomposta è meno semplice che in quella nucleare, vi sono genitori biologici e una coppia che si occupa quotidianamente dei figli, fratelli biologici e fratelli acquisiti, conviventi e no, nonni conosciuti e nonni da conoscere. Si tratta di un sistema familiare nuovo, dove sono coinvolti ex-coniugi, nuovi partner, figli della precedente esperienza coniugale e figli delle nuove unioni. Nella famiglia ricomposta si vive in una complessità ricca di relazioni, emozioni, tensioni e risorse; i processi relazionali sono complessi, sia nella comprensione che nella gestione, sono dinamici ed hanno uno sviluppo ed una evoluzione rapida. La famiglia ricomposta è tale quando ingloba l'insieme della rete che forma la costellazione familiare di cui i figli della prima unione sono parte integrante. I figli e lo spazio in cui si muovono definiscono la famiglia ricomposta e determinati parametri la differenziano da quella nucleare biologica. L'insieme famiglia ricomposta comprende non solo la famiglia del genitore a cui sono stati affidati i figli ma anche quella del genitore che non ha avuto l'affidamento. La visione del sistema è più larga, ed è centrata sulla questione che il figlio può vivere con ciascuno dei suoi genitori, con ciascun membro della nuova famiglia e delle diverse famiglie d'origine. Ricomporre una famiglia in modo funzionale, significa assumere la consapevolezza delle difficoltà che si incontreranno, ciascun membro del sistema dovrà attivare delle risorse cognitive ed emotive necessarie alla crescita individuale e del sistema familiare in cui vive.

Dalla separazione alla nascita della nuova coppia.

I -" L'elaborazione delle emozioni "

Ricomporre una famiglia è un evento che comporta una riorganizzazione di grande ampiezza del sistema familiare nel suo complesso, per conoscerlo e comprenderlo è necessario prendere in esame i vissuti della coppia che decide di impegnarsi in tale compito. I due partner provengono da esperienze familiari precedenti, erano legati affettivamente e nella progettualità ad altri partner, hanno generato con questi' ultimi dei figli; si sono trovati a vivere emotivamente un processo di separazione. Questo processo inizia con l'evento della crisi del rapporto di coppia e la conseguente decisione di separarsi, e procede con diverse fasi segnate da alcuni momenti, ad esempio l'uscita di uno dei due partner di casa, le udienze in tribunale, l'affidamento dei figli, eventuali incontri con altri partner, l'inizio di nuove convivenze, la celebrazione di nuovi matrimoni, la nascita di figli da nuove unioni. Le coppie che riescono a procedere passo per passo in questo processo, ad elaborare i sentimenti che provano e a pensare al futuro, riescono ad affrontare i diversi cambiamenti con successo. La separazione rappresenta la distruzione dei legami affettivi nella famiglia, è caratterizzata dalla sofferenza ed è necessario aiutare la coppia a comprendere lo stato transitorio di questa sofferenza senza sottovalutare i sintomi che possono essere collegati all'esperienza della separazione riconducendo il loro significato al contesto tipico di questo evento. È difficile distaccarsi emotivamente da tutte le componenti di una relazione, la decisione comporta delle rinunce verso qualcosa o qualcuno che rappresenta ancora una fonte di sicurezza. Secondo la teoria dell'attaccamento e il modello di organizzazione delle relazioni familiari, in ogni famiglia esiste un copione di comportamento (script familiare) secondo il quale ciascun componente impara la definizione dei ruoli e le modalità di interazione. Gli script familiari rappresentano degli schemi interattivi che si ripetono in vari contesti. Come in una rappresentazione teatrale, ciascuno assume una parte in una determinata circostanza, i ruoli possono essere anche scambiati, ciò che rimane invariato è la trama, intendendo per questa la modalità delle relazioni tra le persone. I copioni contengono le informazioni su quello che deve essere fatto, come, quando e da chi, vengono costruiti sulla base dell'esperienza e utilizzati per tutte le successive relazioni all'interno della famiglia. Byng-Hall nel suo libro "Le trame della famiglia" ritiene che gli script familiari forniscano un modello operativo di comportamento familiare, secondo il quale si sviluppa "la rappresentazione mentale di un comportamento di attaccamento" 2. Gli script familiari di attaccamento permettono ai singoli di poter contare sulla protezione e sull'aiuto e cura da parte di altri membri familiari, il bambino, ad esempio, potrà fare affidamento sul genitore, ciò lo porterà a sentirsi sicuro nell'esplorazione dell'ambiente spaziale e relazionale che lo circonda. La famiglia può dunque rappresentare per ogni individuo una base sicura e "fornisce una rete affidabile di relazioni di attaccamento che consentono a tutti i componenti e a qualsiasi età di sentirsi abbastanza sicuri da spingersi ad esplorare le relazioni che vi sono tra di loro e quelle che hanno instaurato all'esterno della famiglia" 3 Nella famiglia gli individui raggiungono la definizione della propria identità, la rottura di un nucleo familiare può produrre un senso di perdita che intacca la sicurezza personale, gli individui si trovano a dover affrontare, allora, un sentimento di lutto che riguarda la perdita del vecchio script familiare e dell'insieme dei progetti coniugali e familiari elaborati. Il lutto è il sentimento principale che si prova e a questo si associano altre emozioni come la tristezza e la depressione, il senso di colpa, il tradimento, il risentimento, la paura per l'avvenire. Il conflitto spesso è la modalità con cui si esprime la sofferenza che si prova. La difficoltà di operare il distacco affettivo e la necessità di difendersi dal senso di inadeguatezza porta a scaricare colpe e talvolta risentimenti sul partner. Quando la coppia collabora in un percorso costruttivo, riesce a valutare con più consapevolezza e sicurezza la scelta della separazione. Questa, anche se dolorosa, potrà aprire nuove opportunità di benessere per l'intero nucleo familiare e il futuro diviene la prospettiva temporale verso cui guardare. Emerge la necessità di organizzarsi concretamente nel rispetto della separazione tra i partner e delle diverse esigenze connesse al cambiamento. Gli eventi che si succedono sono difficili da affrontare, sia emotivamente che su un piano di realtà, il cambiamento di casa di uno dei partner o gli accordi a riguardo dei figli. I partner comunicheranno la loro decisione ai figli, rassicurandoli rispetto al possibile timore di perdere legami che invece saranno mantenuti in un'organizzazione familiare diversa dalla precedente. Il processo di elaborazione della separazione permette di guadagnare fiducia e sicurezza in sé stessi, di conseguenza sarà più facile instaurare nuovi rapporti sociali e impegnarsi in nuove relazioni affettive significative.

II -" L'intesa genitoriale "

Con la separazione uno dei due genitori si distacca fisicamente dall'abitazione familiare, ciò comporta un cambiamento nel rapporto fra gli ex-coniugi a riguardo del loro ruolo di genitori e un cambiamento nella gestione delle relazioni con i propri figli. Secondo la psicologia dello sviluppo evolutivo, le relazioni interpersonali tra genitori e figli favoriscono la costruzione del sé del bambino, è importante dunque quando un nucleo familiare con figli, soprattutto piccoli, si separa che gli adulti si riconoscano in una relazione che non si interrompe con la separazione. Gli ex-coniugi dovranno imparare a condividere la responsabilità dell'allevamento e cura dei figli cercando di dividersi compiti e doveri e mantenendo un progetto educativo comune. Impegnarsi in questo compito significa riuscire a percepirsi come appartenenti ad una coppia genitoriale. Il paradosso sembra dettare le linee per svolgere questo compito non facile: - separarsi per unirsi - , la coppia coniugale sceglie la separazione, la coppia genitoriale cerca la collaborazione. I figli sono l'espressione concreta della progettualità di coppia, I figli caratterizzano in modo definitivo e permanente il sistema familiare, lo mettono alla prova. Nel ciclo vitale della famiglia la nascita di un figlio rappresenta uno degli eventi più critici, gli adulti verificano la loro validità come singoli e come gruppo, se le fasi precedenti sono state affrontate parzialmente o formalmente sarà difficile nascondere difficoltà e disagi in relazione all'evento di una nascita. Ai neogenitori spetta, sia il compito di rappresentare, per il figlio, il centro di una costellazione familiare di cui anch'esso fa parte, accompagnandolo nelle relazioni con i parenti, sia di ridefinire la relazione di coppia in base agli aspetti genitoriali. Nella famiglia nucleare la coppia coniugale e genitoriale evolve contemporaneamente, mentre nella famiglia separata i coniugi si trovano a scindere il senso del Sé come appartenente ad una coppia coniugale da quello che deriva invece dall'appartenenza ad una coppia genitoriale. Poiché i figli della coppia separata si trovano a vivere in due nuclei familiari, i genitori dovranno far percepire loro la coerenza del nuovo sistema familiare, mantenendo il senso della continuità e stabilità del legame tra i genitori nonostante la separazione fisica. La coppia che si separa si trova a lavorare insieme ad un nuovo contratto, dove i singoli si assumono la responsabilità di essere genitori e dove si definisce un nuovo legame, quello di cogenitorialità. Gli adulti, nel rispetto della scelta della separazione e dei confini dei nuovi modelli familiari, hanno il compito di lavorare alla costruzione di una relazione collaborativa orientata alla crescita dei figli.

III - " La nuova coppia "

L'elaborazione del processo di separazione e il raggiungimento di una buona autonomia personale e relazionale permettono agli ex-coniugi di riallacciare nuovi rapporti sociali; possono presentarsi anche opportunità per costruire un nuovo legame affettivo significativo. Quando ciò avviene e la nuova relazione si definisce, si verifica la creazione di una nuova coppia. Essere coppia comporta un riconoscimento da parte di ciascun membro della coppia ed anche un riconoscimento da parte dell'ambiente relazionale che la circonda, comporta inoltre una progettualità comune, ogni partner elabora progetti che implicano l'altro. Quando uno o entrambi i partner provengono da precedenti unioni ed hanno figli, costituire una coppia ed essere riconosciuta come tale, rappresenta un compito più complesso e impegnativo. Questa coppia nasce ed evolve in un contesto relazionale che è già costituito e che ha un suo equilibrio; le famiglie d'origine, gli ex-coniugi e i figli rappresentano degli spazi relazionali di cui si dovrà tener conto e con i quali si dovrà imparare a interagire. Se la coppia decide di ricomporre una famiglia si evidenzieranno diverse questioni, una di queste è la scelta della legalizzazione o non legalizzazione dell'unione. Il matrimonio nel ciclo evolutivo del nucleo familiare è un evento importante che determina un cambiamento nell'identità dell'individuo. Nel ricomporre una famiglia il matrimonio può esercitare una influenza positiva nella riorganizzazione delle relazioni familiari e può essere "interpretato come un chiaro desiderio di assunzione di responsabilità, economica ed affettiva, della nuova famiglia"4. Molte coppie scelgono di convivere senza risposarsi, talvolta la scelta del matrimonio avviene in concomitanza o subito dopo la nascita di figli della nuova coppia. L'organizzazione di una prima " festa di famiglia "5 offre la possibilità di presentarsi come nuovo gruppo familiare , permette di definire le relazioni con i sistemi circostanti e di instaurare una nuova rete relazionale. Le famiglie e gli amici prenderanno posizione e sarà più facile essere in questo modo considerati una nuova famiglia. Anche i figli delle precedenti unioni potranno percepire più facilmente di appartenere ad un sistema familiare più ampio. I figli, nella ricomposizione familiare, hanno un ruolo fondamentale. La nuova coppia obbligatoriamente si definisce ed evolve in relazione alla crescita e alle cure dei figli. Ciascuno dei partner si definirà in base alla funzione coniugale e in base ad un tipo di funzione genitoriale che dovrà condividere con gli altri adulti del sistema familiare che intervengono nell'educazione dei figli. Il successo della nuova coppia è legato alla capacità di trovare il giusto equilibrio fra queste due funzioni. Costituire una nuova coppia, in questi casi, provoca delle reazioni tra le relazioni di tutte le persone coinvolte. Queste relazioni non sono generate da una consanguineità come accade nella famiglia tradizionale ma piuttosto da una prossimità affettiva in continua evoluzione.

La famiglia ricomposta

I - "Difficoltà della ricomposizione familiare"

Nel ricomporre una famiglia si incontrano diverse difficoltà, sia a proposito del riconoscimento sociale e istituzionale, sia a riguardo della costruzione e gestione delle relazioni tra i vari membri. La famiglia nucleare tradizionale gode di un riconoscimento legale, ad ogni suo componente viene assegnato un ruolo e un compito che contribuisce alla identificazione e stabilità della struttura familiare. Il matrimonio o la convivenza e la nascita dei figli permettono alla famiglia di collocarsi all'interno di norme socialmente riconosciute. I legami che si creano tra i componenti di questa famiglia sono di consanguineità, anche la parentela si iscrive nella legalità. La famiglia ricomposta soffre, invece, nella difficoltà di trovare un riconoscimento sociale, che la possa aiutare a definirsi nella complessità che la caratterizza. Il matrimonio o la convivenza aiutano a definire le relazioni della nuova coppia, ma non vengono in nessun modo definite le relazioni tra i padri e le madri acquisite e i figli delle precedenti unioni. Legalmente non vi sono modelli a cui far riferimento, la terminologia stessa, usata per definire la parentela acquisita, è antica e fa tornare in mente personaggi cattivi di alcune fiabe; come non ricordare la matrigna cattiva di Biancaneve, quando si sente l'uso di questo termine, o le sorellastre brutte e invidiose di Cenerentola ? La mancanza di un consenso sociale rappresenta dunque una difficoltà nelle relazioni con l'ambiente esterno, ma offre l'opportunità ad ogni membro di lavorare alla ricerca del proprio ruolo all'interno della nuova struttura familiare e ne determina un maggior senso di appartenenza. Spesso sono proprio i bambini a coniare nomi , nomignoli o appellativi per riferirsi ai genitori e ai fratelli acquisiti, questi termini contribuiscono alla costruzione di legami affettivi importanti, che non si basano su una parentela consanguinea ma su una parentela dettata da una prossimità affettiva. Ricomporre una famiglia significa investire nel cambiamento, impegnandosi nel compito di diventare un gruppo, un sistema familiare nuovo che si costituisce col tempo. Non ci sono storie precedenti in comune, ogni individuo si trova in una fase del proprio sviluppo individuale e familiare; si tratta spesso di affrontare una "traversata di fusi orari "6; il rispetto e la comprensione reciproca diventano essenziali per il superamento delle difficoltà che derivano dalle tappe di sviluppo di ciascun membro del sistema. Anche per quanto concerne il ciclo di sviluppo dell'intero sistema familiare non è semplice stabilire una successione di tappe, come ad esempio è possibile fare con la famiglia nucleare, possono essere però individuati alcuni passaggi quali: w la nuova coppia deve maturare e divenire solida, w i precedenti legami genitori/figli devono essere mantenuti e devono evolvere, w le nuove relazioni tra genitori acquisiti, figli acquisiti e fratelli acquisiti devono essere sviluppate, w deve nascere un senso di appartenenza alla nuova unità familiare.7 La complessità di una struttura familiare come questa rappresenta sicuramente una grande difficoltà relazionale, essere in grado di affrontarla e superarla significa spostare il punto di vista e riconoscere nella complessità, una ricchezza che offre maggiori risorse.

II -" Genitori naturali e adulti con funzioni genitoriali"

I figli assumono all'interno della famiglia ricomposta una posizione importante, i rapporti che gli adulti riusciranno a costruire con questi, possono determinare la riuscita o meno della ricomposizione. La presenza dei figli si fa notare già al momento della formazione della nuova coppia: "...Un problema che si pone spesso è quello di sapere se il partner di una coppia di separati cerca un compagno per sé o un padre (madre) per i suoi figli. Se il partner che incontra ha anch'esso dei figli, avrà già dato prova di aver assolto qualche funzione paterna (o materna).8 I nuovi partner si trovano ad assumere certe funzioni genitoriali dettate dal ruolo che hanno nella nuova famiglia e da circostanze legate alla convivenza e alla organizzazione della quotidianità. I genitori naturali potranno riuscire a gestire la condivisione del ruolo grazie alla elaborazione della separazione e grazie alla maturazione dell'intesa genitoriale; la sicurezza in se stessi, un buon livello di autostima (raggiunte o fortificatesi durante il processo della separazione) e l'identità personale permetteranno loro di comprendere e gestire posizioni educative diverse. Essere genitori non è compito facile nemmeno nella famiglia nucleare tradizionale; il fattore tempo è di aiuto fondamentale, il genitore cresce contemporaneamente alla crescita dei figli. Anche nella famiglia ricomposta il tempo è importante, la conoscenza tra nuovi partner e figli avviene a poco a poco, la mediazione dei genitori naturali e altre strategie possono aiutare l'accettazione da parte dei figli dei nuovi compagni dei genitori. Trascorrere ad esempio dei fine settimana o comunque dei momenti piacevoli assieme, allontana la paura dei figli di essere espropriati dell'affetto del genitore con il quale non vivono più, inoltre la collaborazione tra gli ex coniugi permette ai figli di rapportarsi in modo sereno con i nuovi partner senza temere la perdita di figure di riferimento affettive significative. Pur non esistendo norme sociali che regolano i rapporti di parentela tra genitori acquisiti e figli del partner, nemmeno se la nuova unione è stata legalizzata, il nuovo compagno si trova da assumere un ruolo genitoriale per la vicinanza affettiva e la convivenza con i figli del partner, è coinvolto in qualche maniera nella loro educazione quotidiana Essere la madre o il padre di una famiglia tradizionale comporta compiti diversi e ben distinti; anche nella famiglia ricomposta trovarsi a ricoprire questi due ruoli ha significati e valenze educative differenti. La condivisione della funzione materna è sicuramente difficile, il confronto con la madre naturale è meno facile da sostenere. Nella nostra cultura questa funzione è meglio definita di quella paterna, e la suddivisione delle responsabilità fra due donne risulta forse più complessa. La nuova compagna, per evitare la competizione, svolgerà con un certo distacco la funzione materna in quei compiti di cura alla persona del bambino, intendendo per questi visite mediche, vestiario, alimentazione ecc. Tuttavia, introduce nella nuova famiglia la femminilità, mantiene il ruolo tipico della donna, di mediatrice tra le relazioni del padre e dei figli, e porta un cambiamento riscontrabile nella organizzazione della casa. Il nuovo compagno della madre ha l'opportunità di svolgere il compito di genitore in un clima psicoaffettivo più sereno. Questi sarà innanzitutto visto dai figli come una persona che permette alla madre di vivere meglio, viene spesso presentato dalla madre stessa come un amico caro. Nel momento in cui egli entra a far parte della nuova famiglia offre delle sicurezze, anche economiche, che possono contribuire alla stabilità familiare e al benessere per tutti i membri. Nella collaborazione, genitori naturali e nuovi partner dovranno riuscire a stabilire confini e ruoli, senza creare disaccordi o discrepanze nei messaggi educativi da inviare ai figli. Questo non significa scegliere un unico modello educativo e seguirlo scrupolosamente, ma riuscire ad offrire più modelli educativi e stili di vita, arricchendo così la vita dei figli. Alla base di tutto ciò deve esserci l'impegno degli adulti a costruire rapporti chiari e di rispetto reciproco. Possiamo far riferimento ad una pluralità di interventi genitoriali, genitori biologici e nuovi partner si dividono questo compito affrontandolo in maniera nuova, mettendo a disposizione degli altri le proprie risorse individuali, la propria creatività e la disponibilità al confronto e verifica del proprio operato.

III - "Fratrie ricomposte e figli della nuova unione"

La fratria è l'insieme dei figli di una famiglia, il legame biologico determina l'appartenenza naturale alla fratria. La fratria ricomposta è l'insieme dei figli di una famiglia ricomposta, è costituita dunque dai figli che i due partner hanno avuto nelle precedenti unioni e dai figli naturali della loro unione. Un legame acquisito lega questi fratelli, affinché ciascuno si senta parte di questo gruppo è necessario che gli adulti lavorino alla costruzione di un senso di appartenenza forte e ben tangibile. Nella vita di ogni famiglia vi sono occasioni importanti che favoriscono l'incontro fra tutti i componenti; feste religiose o nazionali, vacanze, feste di compleanno e celebrazioni familiari, questi momenti fermano nella memoria di ciascuno dei ricordi. La condivisione di memorie e sentimenti facilita il senso di appartenenza al gruppo familiare. Anche le foto o gli album fotografici di famiglia sono un utile strumento per la creazione dei miti e delle tradizioni di famiglia. Le foto rappresentano la testimonianza visiva di ciò che si è vissuto, permettono di ricordare, nel presente, sentimenti provati nel passato e aiutano la costruzione del futuro. I membri della famiglia ricomposta grazie alle foto possono non solo ridefinire la loro storia personale ma anche acquisire la consapevolezza delle loro nuove relazioni. Il compito degli adulti nei confronti dei figli della nuova famiglia è quello di aiutare i bambini a percepirsi come gruppo di pari allargato, ponendo particolare attenzione allo sviluppo di ciascuno in relazione agli altri. La fratria viene considerata il primo laboratorio sociale dove i fratelli imparano a relazionarsi con individui della stessa generazione; nella fratria i bambini apprendono la negoziazione, la competizione e l'alleanza. L'ambiente familiare influenza implicitamente il comportamento e quindi le relazioni tra fratelli, i figli nella fratria vivono sentimenti di rivalità e di gelosia ma riescono, senza alcun particolare insegnamento dei genitori, a condividere gli spazi, i giochi e una certa intimità; il senso di appartenenza al nucleo familiare stabilisce delle norme di comportamento implicite e determina l'equilibrio familiare. Nella fratria ricomposta, dove il numero dei figli varia poiché alcuni di essi trascorrono il tempo in due diversi nuclei familiari, le regole delle relazioni vengono esplicitate il più possibile, l'accordo tra i figli è importante, poiché da questo dipende l'atmosfera che caratterizza i momenti che l'intera famiglia vive assieme. Spesso sorgono delle discussioni a proposito di banali abitudini familiari, ad esempio l'uso del bagno, o la scelta di un programma televisivo, o ancora l'ora dei compiti e dei giochi, l'ora di coricarsi, l'intimità, ecc., l'intero gruppo familiare dovrà trovare dei compromessi e stabilire chiaramente delle regole. Ciascun figlio, all' interno della fratria, ricopre una posizione ed un ruolo preciso, può essere il primogenito, il secondogenito (o comunque avere un ruolo intermedio), oppure essere l'ultimogenito. Queste posizioni generano nelle relazioni familiari dei vissuti e delle aspettative, il maggiore ad esempio è facile che sia investito da un senso di responsabilità dai genitori, ha il compito di aprire la strada per lo sviluppo agli altri fratelli, il figlio intermedio invece dovrà trovare una propria modalità che gli permetta di distinguersi dai fratelli che lo precedono o lo seguono, il più piccolo gode di una posizione spesso più facile, riceve protezione e cura da tutti i membri della famiglia, la strada dello sviluppo gli è stata aperta dai fratelli e i genitori sono più tolleranti con lui poiché hanno già seguito lo sviluppo degli altri figli. La posizione nella fratria e il genere (femmina o maschio) possono influenzare anche il carattere e la personalità dei singoli individui. Ciascun figlio percepisce disparità nei comportamenti dei genitori nei confronti dei figli, fratelli e sorelle notano anche delle differenze fra di loro a riguardo della personalità e del modo con cui ciascuno si relaziona con i genitori. Queste differenze contribuiscono allo sviluppo personale, nella fratria i bambini confrontano diverse situazioni ed imparano a gestire e risolvere le occasioni di disaccordo o di conflitto fra di loro. Nella fratria di una famiglia nucleare si sperimenta la differenza per raggiungere una crescita individuale e un livello di stima e fiducia in se stessi. Nella fratria ricomposta la differenza è la caratteristica predominante, è nella struttura biologica poiché si è figli di genitori diversi. Gli adulti dovranno allora lavorare per la costruzione del gruppo cercando dei punti in comune per creare dei legami significativi nel sistema fraterno allargato. I genitori di una famiglia nucleare offrono ai propri figli occasioni differenziate di esperienze sociali, ad esempio iscrizioni a sport e gruppi di aggregazione diverse per ogni figlio, talvolta quando l'organizzazione familiare lo permette, anche l'iscrizione a scuole diverse è ben vista, sempre nell'ottica di uno sviluppo personale e individuale. Nella famiglia ricomposta, gli adulti, si preoccupano di far vivere esperienze comuni ai figli, iscrivendoli ad esempio alle stesse scuole e facendoli frequentare gli stessi ambienti ricreativi, in questo modo sarà più facile farli sentire gruppo e creare dei legami più forti. I figli della famiglia ricomposta possono attraversare momenti difficili e vivere sentimenti diversi nei confronti di se stessi in relazione alle altre persone. Avvertono ad esempio il sentimento di perdita rispetto alla famiglia nucleare da cui provengono, oppure il sentimento di rivalità nell'incontro con i fratelli acquisiti. Sono coinvolti direttamente nel cambiamento, le loro posizioni all'interno della fratria biologica vanno ad intersecarsi con l'altro sistema fraterno, assumono così funzioni e compiti diversi, il primogenito potrà cedere il posto a fratelli più grandi, l'ultimogenito potrà non essere più il minore. Anche il cambiamento dello spazio in cui vivono ha la sua importanza, dovrà essere negoziata una spartizione del territorio, intendendo per questo, ad esempio, la disposizione nelle camere, i posti intorno al tavolo da pranzo o davanti alla TV. Se, nel momento della ricomposizione, i figli sono adolescenti, gli adulti dovranno prestare loro particolare attenzione e rispettare questa difficile ed importante fase del loro ciclo di sviluppo. Gli adolescenti avranno difficoltà a integrarsi e a sentirsi parte della nuova famiglia, sono concentrati sulla propria individuazione e separazione, spesso esitano a impegnarsi nelle nuove relazioni, criticano gli adulti schierandosi a volte per un genitore altre volte per l'altro. La loro presenza all'interno della nuova famiglia è imprevedibile, di frequente passano da un nucleo familiare all'altro, genitori naturali e nuovi partner si trovano obbligati ad uno scambio continuo di informazioni e ad un confronto sulle regole di vita che i figli adolescenti possono comprendere e rispettare. La decisione della nuova coppia di generare un figlio, comporta un ulteriore fattore di cambiamento, tutti i membri del sistema sono coinvolti emotivamente e sul piano delle relazioni. L'evento della nuova nascita definisce la nuova famiglia, rappresenta il rinnovamento e l'evoluzione della famiglia; i figli si sentiranno rassicurati al riguardo della stabilità della nuova famiglia e nello stesso tempo metteranno in gioco nuovi sentimenti e posizioni all'interno della fratria e avranno l'opportunità di apprendere una flessibilità relazionale che permetterà loro un adattamento migliore alle diverse situazioni che incontreranno nella vita. Il figlio della nuova unione ha un compito importante, egli è l'anello biologico di unione tra i diversi figli, occupa una posizione centrale e non si schiera con nessuno, riceve affetto da tutti e appartiene ad entrambi i gruppi che costituiscono la fratria ricomposta. Da ricerche e interviste( a famiglie ricomposte si rileva che la nascita di questo figlio determina un miglioramento nelle relazioni tra tutti i componenti e una maggiore coesione dell'unità familiare. Vivere dunque un esperienza di fratria ricomposta significa imparare a cogliere una ricchezza di informazioni che permette ai singoli di crescere nella relazione con gli altri.

CONCLUSIONI

"La relazione d'aiuto con la famiglia ricomposta"

Le persone che decidono di impegnarsi nella ricomposizione di una famiglia, si trovano a percorrere una strada difficile, che conduce ad un cambiamento. Il cambiamento presuppone una scelta, per poter scegliere è necessario sentirsi liberi e capaci di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Cambiare significa preoccuparsi della propria crescita personale, imparare a conoscere se stessi meglio, riconoscendosi responsabili della propria esistenza. Per riuscire nel compito di una ricomposizione familiare occorre raggiungere questo grado di consapevolezza, poiché dovranno essere affrontate situazioni difficili e quindi individuate soluzioni adatte alla costruzione di una organizzazione familiare che soddisfi la vita di ogni componente. In questo processo di cambiamento il coinvolgimento emotivo e affettivo può rappresentare un ostacolo, le relazioni e le dinamiche interpersonali sono complesse, il bisogno di trovare un equilibrio personale e la necessità di fare chiarezza per poter superare momentanei disagi, difficoltà o crisi, motiva la richiesta di un ascolto attento e di un aiuto specifico. Un percorso di counseling può fornire un valido ed efficace contributo alla risoluzione delle problematiche che possono presentarsi nella ricomposizione familiare. La pratica del counseling prevede una relazione fra due parti, il counselor e il cliente che può essere un singolo, una coppia, o un gruppo. I motivi per cui si intraprende una relazione di questo tipo possono riguardare varie questioni: problemi evolutivi, problemi specifici, decisioni importanti, crisi da superare, ricerca di una maggiore capacità relazionale e molti altri. Il counselor mette a disposizione del cliente le proprie capacità e le proprie abilità acquisite nel percorso di formazione professionale; egli offre al cliente l'opportunità di esplorare e chiarire la situazione in cui si trova per individuare risorse che gli appartengono e che possono essere utilizzate per intraprendere la risoluzione dei problemi; in questo modo il cliente riuscirà a fare delle scelte più consapevoli e a condurre la propria vita in maniera più soddisfacente. L'approccio di questa pratica è centrato sulla definizione di un problema, questo la differenzia da una psicoterapia, dove invece vi è la necessità di affrontare una serie di problematiche per raggiungere un cambiamento della personalità più profondo. Anche la durata nel tempo caratterizza questo tipo di consulenza, si tratta di affrontare il problema in un numero stabilito di incontri, il counselor e il cliente stipulano un contratto dove vengono definiti sia gli obiettivi relativi alla problematica sia i tempi che occorrono per la chiarificazione e risoluzione. Il counselor rispetta e accoglie l'urgenza e la necessità del cliente di trovare in tempi ragionevoli la soluzione al proprio disagio per poter riorganizzare la propria vita e gestire al meglio quelle risorse personali che si sono bloccate a causa di situazioni dolorose. Il tema della riorganizzazione della propria vita è una delle problematiche che presentano coloro che affrontano un processo di ricomposizione familiare. Il counselor dovrà mettere a disposizione le proprie capacità ed abilità empatiche e partecipare all'esperienza immediata del cliente. L'empatia è una condizione fondamentale per il counselor, è la capacità di comprendere l'altro in modo profondo. Il counselor deve riuscire a percepire la realtà dalla parte dell'altro, deve saper cogliere i sentimenti dell'altro ponendosi nella stessa realtà esistenziale, monitorando le proprie reazioni emotive senza farsi trascinare da queste. In questa maniera sarà possibile creare un clima di fiducia, l'accettazione e la comprensione daranno luogo ad una comunicazione efficace. Il cliente si sentirà libero di esprimere le proprie emozioni e il counselor, grazie alla tecnica della riformulazione, potrà rielaborare, riassumere e rioffrire le problematiche, facilitando così il cliente nell'esplorazione e chiarificazione della situazione in cui si trova. Un vero ascolto empatico è la base per la costruzione di una relazione d'aiuto alla famiglia ricomposta. Le persone, coinvolte in questo compito, cercano in primo luogo un riconoscimento sociale, che possa legittimare la loro scelta e offrire delle sicurezze nel processo che si trovano ad affrontare. La comprensione della loro situazione e delle problematiche connesse a questa aiuta i membri della famiglia a sentirsi parte di un sistema nuovo, riconoscendo la necessità di fare chiarezza e di trovare soluzioni efficaci per il benessere di tutti i componenti. La complessità di questo nuovo sistema familiare è dovuta alla presenza di molti individui e alle relazioni che intercorrono tra questi. Il counselor per comprendere meglio la situazione che gli viene presentata può avvalersi di alcuni strumenti che gli consentono di raccogliere un maggior numero di informazioni utili per fornire un valido aiuto. Uno di questi è l'utilizzo del genogramma di Murray Bowen, il counselor insieme al cliente disegna una mappa della famiglia, dove vengono rappresentate le discendenze, i matrimoni, le separazioni, i divorzi e le nascite. Con il genogramma è possibile ricostruire con chiarezza la storia di una famiglia, e comprendere le ridondanze (modalità relazionali che si ripetono), i miti, i tabù e le tradizioni familiari. Le dinamiche relazionali all'interno di questa nuova struttura familiare determinano la riuscita della ricomposizione, il cliente durante il colloquio racconta i propri vissuti al riguardo, descrivendo la qualità di queste relazioni, il counselor potrà tracciare anche una mappa affettiva del cliente, delineando così le tipologie e le intensità delle relazioni. Lavorare con i componenti di una famiglia ricomposta significa aprirsi alla comprensione di modelli relazionali nuovi, abbandonando gli schemi tradizionali (relativi ad esempio alla famiglia nucleare) che non possono più valere per la costruzione di una struttura familiare molto più ampia e complessa. I problemi per i quali si cerca una soluzione sono molti: la difficoltà di essere riconosciuti come famiglia dalle famiglie d'origine della coppia, la difficoltà di condividere ruoli genitoriali con gli ex-coniugi, la difficoltà dell' assunzione di compiti di allevamento e cura dei figli non biologici, e ancora, le difficoltà che possono presentarsi con i figli nella ricomposizione della fratria. Il counselor ha il compito di focalizzare e contestualizzare queste difficoltà, rispetto ai passaggi del ciclo vitale della famiglia ricomposta, aiutando i singoli individui ad affrontare la complessità della situazione che stanno vivendo. Queste famiglie si trovano a riscrivere la trama della propria storia, hanno bisogno di un nuovo copione di attaccamento familiare, sul quale basare la sicurezza dei singoli individui; dovranno essere ridistribuiti i ruoli di chi accudisce e di chi ricerca le cure, ciascun componente dovrà farsi una nuova rappresentazione mentale del comportamento familiare. Il compito del counselor è di aiutare i membri della famiglia a raggiungere sia un attaccamento più sicuro al riguardo di una ristrutturazione dei confini fra i ruoli, sia la capacità di ricollegarsi a ricordi, emozioni ed eventi per facilitare la costruzione della propria storia e di quella della nuova famiglia Il counselor dovrà saper entrare in sintonia con i componenti della famiglia, diventando il portavoce e il facilitatore di un incontro più armonico fra questi, accompagnandoli nel confronto dei significati di ciascuno a riguardo delle loro relazioni. L'obiettivo è quello di favorire il raggiungimento della consapevolezza di ciascun individuo di appartenere ad un nuovo sistema familiare. Il counselor, nel caso della richiesta d'aiuto per una ricomposizione familiare, si troverà a coinvolgere l'intera famiglia, considerandola un sistema, nel quale ogni parte è in rapporto con le parti che lo costituiscono, qualunque cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema. Il metodo è indirizzato alla tessitura di una rete di legami significativi tra i componenti, la complessità della struttura famiglia ricomposta perde così, la valenza di difficoltà e acquista un significato di ricchezza, le risorse dei singoli sono a disposizione della crescita di tutti e del nuovo gruppo familiare. Questo obiettivo e questo metodo sono comunque generali, poiché il percorso di counseling non può essere in alcun modo predeterminato, fa affidamento sulle capacità personali del counselor di riuscire ad instaurare una relazione soddisfacente con la persona del cliente. La qualità della relazione che si crea fra counselor e cliente determina il percorso da intraprendere per il cambiamento, ogni percorso è unico e vale per un unico cliente, per un'unica storia, conduce però verso un'unica direzione il riconoscimento in ogni singolo individuo di una dimensione profonda di libertà, che gli permetta di fare delle scelte consapevoli e di creare delle circostanze favorevoli per la propria esistenza.

 

 

BIBLIOGRAFIA

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Note
 
1 Van Cutsem C. (1999), Le famiglie ricomposte, (pag.1), Raffaello Cortina Editore.
2 Byng Hall J., (1998), "Le trame della famiglia", Raffaello Cortina Editore Milano
3 Byng-Hall J. (1998), "Le trame della famiglia", (pag.139). Raffaello Cortina Editore Milano
4 Helios,(1996), Arcidiaco S., Le famiglie Ricostituite,il punto di vista dei diretti interessati.
5 Van Cutsem C. (1999) Le famiglie ricomposte, (pag.70), Raffaello Cortina Editore.
6 Van Cutsem C., (1999) Le Famiglie Ricomposte, (pag.80), Raffaello Cortina Editore
7 Malagoli Togliatti M. e Montanari G., (1995) Famiglie Divise, (pag.138), Collana di Psicoterapia della famiglia, FrancoAngeli
8 Van Custem C., (1999) Le Famiglie Ricomposte, (pag.63), Raffaello Cortina Editore. ( Helios, n.6 anno 1996, S. Arcidiaco, Le Famiglie ricostituite: Il punto di vista dei diretti interessati (pag.2).

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