-
- "Ognuno di noi è un guerriero
- sul cammino della conoscenza:
- di sé, del mondo, degli altri;
- un guerriero che deve imparare
- molte cose ma che,
- se resterà fedele a se stesso,
- alla fine sarà vittorioso."
-
-
L'oracolo del guerriero,
Lucas Estrella
-
ADOLESCENZA e ORIENTAMENTO: Uno sguardo...
di Maria
Rita Sgalambro
-
- L'adolescenza è la
fase che segna il passaggio dall'infanzia all'età adulta; in tale
periodo l'adolescente rivive la fragilità del bambino piccolo, è
estremamente sensibile agli sguardi che riceve e ai discorsi che lo
riguardano.
- E' molto suscettibile
quando si parla di lui, tende a chiudersi in se stesso, in un mondo
tutto suo, tanto che risulta difficile per l'adulto, sia genitore,
educatore o insegnante, affacciarsi alla "porta" di quel mondo per
colloquiare con l'adolescente.
- In questo periodo, che
va dai 12 anni ai 18 anni, caratterizzato spesso da una bassa autostima,
troviamo ragazzi che, pur dimostrando di possedere buone capacità
scolastiche, interessi culturali e sociali, manifestano comunque
difficoltà a credere nelle loro capacità, anche se queste vengono
confermate dai genitori, dagli amici e dagli insegnanti/educatori. E'
quindi doveroso cercare di capire dove nasce, dove trova terreno
fertile, la difficoltà ad avere una buona stima di sé e perché risulta
così difficile affermarla, consolidarla e tenersela stretta.
- Il periodo
adolescenziale è caratterizzato dalla tensione fra identità e
dispersione di identità, che si riassume bene in questo detto citato da
Erikson: «non sono quello che dovevo essere, non sono quello che sto per
essere, ma non sono neppure quello che ero».
- L'adolescenza è un
periodo di grandi contraddizioni, caratterizzata da una forte
instabilità emotiva e da scarso riconoscimento di sé.
- I ragazzi devono fare
i conti con il proprio corpo e la sua trasformazione, non ci sono
certezze ma solo dubbi su chi sono e dove vogliono andare. Allo stesso
tempo è un momento di grande scoperta, cosa apprezzano, cosa li
interessa, cosa li emoziona. Non è vero neppure che i ragazzi a questa
età sono privi di sentimenti, semplicemente sentono la difficoltà di
affacciarsi ad un mondo nuovo, sconosciuto, che non sanno se li
accoglierà e come.
- Un aspetto importante
è sentire di appartenere ad un gruppo di pari a cui far riferimento ma
che spesso tende ad emarginare chi non si adatta alle sue regole di
comportamento. Essere riconosciuto come appartenente ad un gruppo
sociale, essere riconosciuto come persona è fondamentale per la propria
realizzazione, per riuscire a diventare un adulto capace di misurarsi
con se stesso e con gli altri.
- In questa fase il
ruolo della famiglia da una parte e ciò che sta fuori diventa
determinante per la propria realizzazione.
- Tutto questo e molto
di più vivono i ragazzi che si affacciano alla fase adolescenziale, fase
influenzata da ciò che è stato vissuto nell'infanzia, dal rapporto
instaurato con la propria madre, con il padre e con tutte le figure di
riferimento che lo hanno accompagnato nella scoperta della vita e del
suo mistero.
- Chi può dire con
certezza che un bambino/a cui è stata data la possibilità di vivere in
un buon ambiente familiare, che sia stato stimolato alla crescita, che
sia stato amato sarà poi in futuro un adulto sicuro di sé, capace di
prendere decisioni serenamente, capace di rispettare se stesso e gli
altri, capace di vivere le sue contraddizioni e le sue difficoltà in
modo giusto e che sappia rapportarsi al mondo esterno e al proprio mondo
interiore con amore e gioia? Chi ci dice che un bambino amato sia domani
un adulto/genitore capace di amare perché lo ha ricevuto in dono?
- Ciò che è importante è
come i ragazzi riescono a vivere il momento del distacco dalla famiglia,
dagli affetti familiari, dalle figure genitoriali perché possano
sentirsi in prima persona coinvolti nella propria vita, consapevoli che
le scelte dipendono dalla loro capacità di vedere le possibilità che gli
sono offerte, perché sappiano guardarsi intorno e diventino gli attori
principali della propria vita.
-
- ORIENTAMENTO e
PERCORSO FORMATIVO
- La decisione per il
proprio futuro scolastico o lavorativo rappresenta nei primi anni della
adolescenza il momento culminante di un processo di riflessione
elaborato progressivamente dal soggetto nel corso della propria storia.
Il momento della scelta obbliga l'adolescente a riflettere su di sé e lo
spinge ad esplicitare, almeno a sé stesso, le proprie aspettative per il
futuro.
- L'adolescente si sente
osservato dagli adulti, dai genitori, dagli insegnanti e dal gruppo dei
pari e la sua capacità di rispondere ai vari "compiti" assegnati viene
valutato sia in termini di adattamento che di capacità di saper trovare
strategie adeguate alla risoluzione delle difficoltà incontrate; ciò
incide sul processo di costruzione della propria identità.
- Costruire un'immagine
positiva di sé stessi rappresenta un obiettivo importante per ciascun
individuo. L'insuccesso scolastico, infatti, può essere vissuto
dall'adolescente come una minaccia di svalorizzazione della propria
identità.
- L'esperienza
scolastica appare quindi in grado di incidere profondamente sul processo
di sviluppo, fornendo all'adolescente numerose occasioni di
sperimentazione di sé e di verifica delle proprie competenze cognitive e
sociali.
- L'orientamento oggi
non viene più considerato come un atto episodico nella vita
dell'individuo o l'intervento di un esperto che dà consigli sulla scelta
professionale, ma una attività educativa che accompagna il soggetto per
tutto l'arco evolutivo.
- In un'ottica più ampia
possiamo vedere l'ORIENTAMENTO come un momento formativo che permette ai
ragazzi di essere protagonisti di un loro personale PROGETTO di VITA.
- «Allo stesso tempo
l'orientamento è un processo continuo, personale e autonomo, di
maturazione e di educazione che porta l'individuo a porsi continuamente
dei problemi di scelta, senza tuttavia mai scegliere definitivamente, ma
progressivamente, sì da acquisire quella capacità di orientarsi da solo
di fronte alle mutevoli esigenze di natura professionale e sociale,
cioè, in una parola, all'autorientamento». (Scalpellini)
- L'autorientamento è
già la pratica quotidiana dominante e questo perché tutte le volte che
il soggetto si pone al centro della propria vita diventa consapevole
delle proprie scelte e si assume la responsabilità di quello che accade.
- Smette di percepire il
mondo intorno a lui come magico e come contenitore di tutte le sue
sventure, si assume la responsabilità delle proprie decisioni, sia pure
scegliere di non scegliere o attendere che gli eventi decidano per lui o
ancora affidarsi al destino.
- Gli adolescenti
presentano, come abbiamo visto, molte difficoltà di adattamento, si
sentono intrappolati in un contesto socio-culturale che pretende da loro
molto, rispetto a ciò che essi sono in grado di dare in quel momento.
- In questa fase così
difficile il "mondo degli adulti" chiede loro di prendersi un impegno
per tutta la vita, di scegliere, a neppure 14 anni, la scuola che li
porterà, alla fine del corso di studi, nel mondo del lavoro.
- L'indirizzo scolastico
da scegliere alla fine della scuola dell'obbligo è un evento difficile
perché si colloca in un momento psicologico complesso, di grande
confusione. Non esiste una scelta migliore delle altre, se non per un
individuo che sceglie in modo intenzionale, consapevole delle proprie
competenze e vocazioni.
- Ogni scelta diviene
rinuncia ad altre possibilità, un vincolo all'espressione del sé. La
scelta diventa così più difficile e richiama il tema dell'ineluttabilità
del tempo e dell'impotenza di fronte ad esso.
- Solo attraverso il
recupero della propria soggettività, delle motivazioni e vocazioni che
vengono espresse attraverso lo snodarsi delle scelte scolastiche, è
possibile che le persone effettuino le loro scelte nel modo più
adeguato.
- In questo momento
pieno di difficoltà, di incertezze, di mancanza di valori certi, di
confusione a vari livelli, potremmo lavorare per potenziare nei ragazzi
la capacità di attivarsi in modo progettuale, perché sviluppino una
maggiore consapevolezza di sé e un'integrazione soddisfacente con il
loro ambiente di vita.
- Per il protagonista
del processo, tale possibilità è vincolata da un lato alla fiducia in sé
e al sostegno percepito, dall'altro alla capacità di relazionarsi con
l'ambiente, dimostrandosi capace di gestire l'ansia che l'incertezza
genera.
- L'intervento
dell'operatore, nella fase di orientamento, accompagna il ragazzo a
rapportarsi in modo significativo e appropriato con il suo contesto
sociale, sostenendo la riflessione sul proprio progetto attraverso
l'analisi delle possibili scelte scolastiche.
- La strada da
intraprendere può risultare difficile; si tratta di interrogarsi su cosa
voglio fare, dove voglio andare, quale penso sia il mio posto nella
società, cosa mi interessa, qual è la mia vocazione.
- Un percorso di
orientamento completo presuppone una visione "a tutto tondo" della vita
dei ragazzi, in quanto non basta porre l'attenzione soltanto su alcuni
aspetti personali ma dobbiamo tener conto anche della cornice
socioculturale che lega il mondo psichico del soggetto a quello sociale.
- Oggi l'orientamento
non è più inteso come momento a sé stante in vista della scelta del
corso di studi post scuola dell'obbligo ma come un percorso formativo
con il carattere della continuità. L'attenzione sul sé, su come siamo e
cosa sentiamo passa in primo piano, tanto che l'azione orientativa si
sposta verso l'intimo della vita psichica.
- Se vogliamo che i
ragazzi si sentano realizzati nel percorso scolastico che sceglieranno è
importante fargli scoprire quali siano le loro inclinazioni più che i
loro interessi. L'interesse indica una preferenza in senso globale per
una professione e può essere determinata da fattori esterni alla
personalità del soggetto (contesto ambientale, esperienze familiari).
L'inclinazione invece è una disposizione specifica verso un campo di
attività, la sua origine va cercata nei meccanismi inconsci del
profondo.
- Ed è proprio dalla
conoscenza della personalità globale dell'individuo che il consulente
dell'orientamento può trarre indicazioni circa le scelte che il soggetto
può compiere in campo scolastico.
- Un percorso di
orientamento a carattere educativo/formativo lavora sulla personalità,
mette in crisi l'adolescente, i suoi modelli di riferimento, le sue
certezze, dà voce a ciò che è rimasto inespresso, alle aspettative e
alle illusioni, andando a scardinare i vecchi sistemi di riferimento per
proporne di nuovi, più rispondenti alle caratteristiche del singolo.
- Obiettivo principale
dell'azione orientativa è promuovere un processo di maturazione
personale che porti l'individuo a sapersi autogestire nelle sue scelte,
cioè a saper progettare, decidere e realizzare la scelta dell'attività
professionale che, in quel momento o in quella situazione, maggiormente
gli corrisponde.
-
- PROGETTO DI
ORIENTAMENTO
- Il progetto si rivolge
ai ragazzi dell'ultimo anno della scuola dell'obbligo, nel periodo
compreso da ottobre a dicembre. Il percorso di orientamento prevede sei
incontri di cui uno iniziale di presentazione del progetto agli
insegnanti, quattro in aula e uno conclusivo di restituzione.
- Il progetto in aula
non prevede test di orientamento scolastico perché vuol far riflettere i
ragazzi sulla difficoltà di scegliere. Scegliere significa prendere una
decisione, per fare ciò è necessario verificare le informazioni,
guardarsi intorno, sviluppare un senso critico e ascoltarsi.
- Il ragazzo che si
trova a prendere una decisione può ricevere l'aiuto dei genitori, degli
educatori o degli amici ma l'ultima parola spetta solo a lui.
- Si parte dal vissuto
di ognuno, dalla propria storia, dalle paure, dalle aspettative per il
proprio futuro per arrivare a far comprendere quale sia il proprio
progetto di vita...è importante percepire quale sia il sogno nel
cassetto e quali siano i mezzi per realizzarlo.
- Il progetto ha lo
scopo di portare i ragazzi a riflettere su di sé, a percepirsi come
persone. In un processo di cambiamento, qualunque sia il campo di
azione, è importante conoscere sia i propri limiti che le risorse, le
possibilità che ognuno di noi può mettere in campo tutte le volte che ci
si sente confusi di fronte ad una situazione nuova.
- Ogni volta che
scegliamo si perde qualcosa che ci preme, che ci sta a cuore e allora è
necessario attrezzarsi per diventare attenti, creativi e soprattutto
responsabili.
-
- FASI DEL PROGETTO
-
- 1° incontro
- Si espone il progetto
agli insegnanti, cercando di coinvolgerli nel percorso di orientamento
in quanto il loro appoggio durante il lavoro in aula consente di far
lavorare i ragazzi in un clima di serenità, di accettazione e
disponibilità verso ciò che sono chiamati a fare.
-
- 2° incontro
- Nel primo incontro con
i ragazzi viene presentato il progetto e le sue fasi, utilizzando un
disegno: ad esempio una strada con una partenza e un arrivo, lungo la
quale incontreranno termini come:
- scelta
- conoscenza di sé
- bisogni (veri e falsi)
- cambiamento
- risorse
- In questo caso la
tecnica utilizzata è il FOCUS GROUP. Si pone la domanda: "Quali sono i
problemi legati alla scelta della scuola superiore?"
- IL F.G. è una tecnica
veloce che serve a far emergere i problemi; all'interno del gruppo i
partecipanti si esprimono liberamente, non c'è giudizio, non si danno
soluzioni, non si cercano le cause; il suo scopo è quello di mettere a
fuoco. Al termine del F.G. si analizzano i problemi emersi,
raggruppandoli in gruppi omogenei e successivamente si discute su quanto
è emerso.
- 3° incontro
- Tema centrale
dell'incontro è l'Autostima, ossia quanto si conoscono i ragazzi e cosa
sanno delle loro qualità. In questa situazione di cambiamento è
importante sapere quanto si vale, quanto ci fidiamo di noi stessi e cosa
conosciamo del nostro "sabotatore interiore".
- Per parlare di
autostima, di qualità, si propone un gioco: "La galleria delle mie
qualità". Questo esercizio invita i partecipanti a celebrare quello che
apprezzano di se stessi, cosa a cui generalmente si dedica poco tempo.
- A conclusione
dell'incontro si propone la tecnica del Brainstorming sul tema:
- "A cosa servono le
qualità".
- Brainstorming
significa letteralmente "tempesta di cervelli" ed è uno strumento che
intende lasciare via libera alla creatività producendo il maggior numero
di idee possibili su un dato tema. Tutti i contributi vanno a formare
una lista su un cartellone che rappresenta la "memoria del gruppo".
- Due regole
fondamentali caratterizzano questa tecnica:
- 1) sospensione di
qualsiasi giudizio o discussione durante l'attività;
- 2) produrre il più
alto numero di idee, non ci sono limiti alla libera espressione;
-
- 4° incontro
- In questo incontro si
lavora sulle emozioni legate al cambiamento di luogo, di amicizia, di
studi, di professori ecc.
- Il tema centrale è:
"Quali sono le mie emozioni di fronte al cambiamento".
- L'esercizio che si
propone per affrontare questo tema è " Il Palloncino delle emozioni". Il
suo scopo è facilitare la percezione e l'espressione delle emozioni.
- Prima di iniziare
l'esercizio si promuove un breve momento di discussione tra i ragazzi
sull'emotività, su ciò che conoscono delle proprie emozioni di fronte a
situazioni nuove. Successivamente viene chiesto ai ragazzi di prendere
un palloncino. Scopo del gioco è quello di gonfiare il palloncino
pensando che l'emozione legata al "cambiamento" si trasferisca,
attraverso l'aria, da sé al palloncino.
- A conclusione
dell'esercizio si chiede di scrivere su un foglietto ciò che hanno
provato, nel sapere che l'emozione di paura, ansia, angoscia,
preoccupazione era dentro il palloncino. Chi vuole può condividere il
proprio scritto con gli altri.
- E' interessante a
questo punto mettere a confronto quanto è emerso dal Brainstorming sulle
qualità e l'emozione legata al cambiamento facendo emergere gli aspetti
positivi, le qualità che conosciamo e quelle che gli altri ci
riconoscano.
- E' importante imparare
a fidarci dei nostri aspetti positivi, imparando a non dare ascolto al
nostro "sabotatore interiore" affidandosi a ciò che di positivo è in
noi, che sia conscio o inconscio.
-
- 5° incontro
- Lavoriamo sulle
risorse personali e ambientali. Si propone il "Gioco della rete".
Attraverso un disegno i ragazzi mettono se stessi al centro di un foglio
in un rettangolo e intorno disegnano e descrivono figure di riferimento
e ambienti che sentono importanti per la loro vita.
- A questa età, ma non
solo, è importante sapere che non siamo soli, che abbiamo intorno a noi
persone che ci possono aiutare a capire, che ci sostengono nelle
situazioni di difficoltà e ci accolgono per come siamo.
- Alla fine di questo
incontro, che è l'ultimo, si chiede di svolgere un piccolo tema
sull'esperienza fatta e qual è il "sogno nel cassetto", su cosa vogliono
misurarsi e perché.
-
- 6° incontro
- L'ultimo incontro si
svolge con i ragazzi, l'insegnante che ha seguito il lavoro in aula e i
genitori. In questo incontro di restituzione viene valorizzato il lavoro
fatto insieme, il percorso di consapevolezza che abbiamo tentato di
svolgere con i ragazzi, richiamandoli a un senso di responsabilità sulle
scelte da compiere.
- Non è importante tanto
la scelta scolastica che sono chiamati ad effettuare quanto conoscere le
proprie difficoltà, essersi misurati con la paura per il nuovo,
l'incertezza per il futuro e sapere che possono contare sulle proprie
risorse e le proprie qualità, con la certezza che possono rivolgersi a
chi fa parte della RETE.
-
-
- Bibliografia
- Ilaria Luisa Pombeni -
Orientamento scolastico e professionale - Ed. Il Mulino
- H.B. Gelatt - Tecniche
creative di decisione - Ed. Francangeli/Trend
- Centro Bruno Ciari -
Il processo Formativo n. 1 anno 1999 e 2002 - Ed. Del Cerro
- Francoise Dolto -
Adolescenza - Ed. Oscar Mondatori
- Guido Crocetti - La
noia in adolescenza - Ed. Borla
- Sabina Manis - 68
nuovi giochi per la conduzione dei gruppi - Ed. Francoangeli
- E.R. Martini / R.
Sequi - Il Lavoro nella comunità - Ed. NIS
- Margot Sunderland -
Disegnare le emozioni - Ed. Erickson
- Regione Toscana - La
scuola trasparente - Ed. MFP 1985
- G. Frisio e Lia Tassan
Solei - Orientamento scolastico professionale - Ed. Erickson
- Lucas Estrella -
L'oracolo del guerriero - ED. TEA anno 2001
-
-
- http://www.ilcounseling.it
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-