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IL TRANSPERSONALE*

© PATRIZIA TROTTA 2006

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LA PSICOLOGIA TRANSPERSONALE

La psicologia transpersonale, sviluppata dopo l'avvento della psicologia umanistica, è un'area della psicologia che si occupa di fenomeni ed esperienze transpersonali in tutte le sue forme. Si occupa di cause ed effetti di tali esperienze e dello sviluppo personale di ogni singolo individuo, così come di tutte le teorie, discipline e pratiche ispirate da tali esperienze. Esplora, come anche il nome fa intendere, esperienze non ordinarie e non considera solo aspetti cognitivi del Sé e della consapevolezza umana, ma anche quelli soggettivi basati sull'esperienza individuale.

Nonostante i dubbi di analisti e di critici cognitivisti e comportamentisti, il sapere transpersonale ha in realtà un accento molto pratico, semplice, accessibile ed utile nella vita di tutti i giorni. Non è fatto di dogma da imporre o discipline da seguire, nonostante gli scritti piuttosto dogmatici di Wilber, che, sottolineo, non è uno psicologo, ma un filosofo. Più semplicemente, la psicologia transpersonale tenta di comprendere e studiare ciò che altri snobbano e ignorano, ma che è parte integrante delle esperienze di moltissimi esseri umani. Questo recente ramo della psicologia, inoltre, incoraggia un processo più che necessario per il nostro benessere e la nostra crescita - il decondizionarsi per sviluppare e diventare ed esprimere il nostro vero sé, libero da vecchi vincoli e restrizioni, condizionate queste ultime dall'ambiente e dalla famiglia.

UN PO' DI STORIA E ORIGINI

Ma andiamo per ordine, esplorando alcune scuole di pensiero che hanno preceduto lo sviluppo della psicologia più moderna.

Partiamo da Cartesio ("cogito ergo sum"= penso dunque sono), le cui teorie hanno influenzato moltissimo lo sviluppo di molte altre scuole di pensiero, che, erroneamente e per lungo tempo, hanno scisso ed ignorato la relazione tra corpo e mente. Fu l'avvento di Freud e delle sue teorie sull'inconscio ad avere il merito di dimostrare il legame corpo-mente, grazie all'esistenza di una nostra parte non conscia. Il lavoro di Freud mostrò chiaramente che il significato di azione e parole, cose ed eventi, spesso ha radici inconsce e mostrò anche quanto un'analisi ermeneutica (del significato) fosse necessaria per decifrare gli oscuri significati celati dietro alle nostre parole ed azioni.

L'insistenza di Freud sul legame tra la sessualità e l'inconscio, per quanto a tratti decisamente distorto, fu in realtà un grande dono, in quanto, focalizzandosi sul rapporto corpo-mente, mostrò l'inadeguatezza delle teorie dualistiche cartesiane (al giorno d'oggi ancora vive e vegete). I cognitivisti, per esempio, pur riconoscendo l'esistenza di una nostra sfera inconscia, tendono a sottovalutare il suo potere e la sua intelligenza, mentre gli psicanalisti sanno benissimo che in realtà l'inconscio ha una sua natura complessa, precisa e molto dinamica.

Occorre ricordare, inoltre, che esiste un lato molto costruttivo del nostro inconscio - non solo un lato distruttivo e pieno di complessi e sofferenze. Jung, seguace di Freud e più tardi un teorico indipendente, aggiunse un altro elemento alla consapevolezza umana - l'inconscio collettivo, una specie di serbatoio non solo della saggezza, ma anche della storia dell'umanità. In una intelligente dimensione spazio-temporale, l'inconscio collettivo si esprime con influenze mentali e fisiche sul nostro operato.

Ciò che Jung definì eventi "sincronistici" (segue spiegazione) esprimeva chiaramente la sua concezione di unità ed ordine nel cosmo. In questo ordine implicito, riflette lo scienziato David Bohm, il cervello è visto come un ologramma, dove i nostri pensieri e le nostre intenzioni hanno effettivamente un grosso peso sul modo in cui viviamo, rendendo ognuno di noi agente attivo ed altamente creativo, non solo una pedina nel brodo primordiale del caos cosmico, vittime di un fato ineluttabile. In larga parte siamo profondamente responsabili per ciò che facciamo della nostra vita attraverso le nostre scelte; siamo largamente responsabili per il modo in cui viviamo e per come gestiamo, o ignoriamo, le nostre emozioni. Un atteggiamento passivo, così tristemente popolare, non fa onore al nostro vero potenziale e ci libera dalla responsabilità implicita nella consapevolezza di poter scegliere tra diversi modi di agire e reagire a cose, eventi e persone. Persino la scienza ha dimostrato che, cambiando la percezione di una situazione, abbiamo cambiato la cosiddetta realtà, che di oggettivo ha ben poco. Questo potere è un grande dono che gli esseri umani hanno, ma che richiede coraggio per imparare a gestirlo con saggezza. D'altronde, anche scegliere di essere se stessi e non uniformarsi richiede coraggio. Moltissime cose richiedono coraggio, ma chi non ne ha non può vivere davvero e partecipare appieno alla vita. Vegeta - e fa tristemente parte di una vasta gamma di persone che vivono come zombie, i morti viventi, pur di non prendersi la responsabilità di agire per cambiare la propria vita ed il proprio modus operandi e vivendi.

Il nostro è un universo intelligente, pieno di messaggi per noi se sappiamo guardare. Per tornare al concetto di "sincronia" di Jung e tentare di spiegarla in modo semplice, direi che i piccoli eventi sincronistici di tutti i giorni mostrano una significativa relazione tra due o più eventi che accadono in sequenza ma senza alcuna apparente causa. Queste situazioni, che si verificano senza essere causate dalle persone coinvolte, rivelano in realtà un profondo significato e una forte connessione. Felici o fortunate coincidenze oppure orchestrazioni di qualche tipo di intelligenza cosmica all'opera? Talvolta questi eventi sincronistici appaiono molto simili ad esperienze extra sensoriali e paranormali - un tipico e semplice esempio di telepatia o precognizione potrebbe essere quello molto comune di pensare ad una persona ed incontrarla o ricevere una sua telefonata poco dopo. Cose e persone hanno e celano messaggi per noi, ma sta a noi saperli cogliere. Quali parti del nostro inconscio o superconscio sono attive in questi casi così poco comprensibili e diversi dal nostro "normale" e ordinario modus vivendi?

Ciò che Freud e Jung, con le loro rispettive teorie sull'inconscio e sull'inconscio collettivo, in modi diversi ci hanno insegnato, è che esiste dentro di noi una "intenzionalità" che prescinde dalla nostra ordinaria e quotidiana consapevolezza. Espandere la nostra consapevolezza per comprendere quale sia l'energia, la nostra voce interiore che ci guida a crescere in determinate situazioni, seguendo un percorso piuttosto che un altro, è un compito che ci accompagna per una vita intera. Il nostro vero Io non è l'aspetto limitato e limitante con cui abbiamo imparato ad identificarci - abbiamo non solo vecchi condizionamenti, sociali e familiari, da analizzare ed eventualmente superare o modificare. Abbiamo anche una natura più transpersonale da scoprire, un superconscio ed un Sé che avvertiamo dentro di noi e che è parte integrante di noi. Ed è appunto attraverso l'orchestrazione di comunissimi e frequenti eventi sincronistici illustrati sopra che questo Sé diviene particolarmente visibile.

Per riassumere, il viaggio dal dualismo cartesiano, all'ermeneutica freudiana (comprensione dei significati celati nei nostri comportamenti inconsci), ai sincronismi di Jung, con molte altre tappe che non posso includere in un articolo relativamente breve, ci hanno gradualmente portato ai confini del personale, al Transpersonale appunto, al comprendere la nostra attività mentale ed il nostro potenziale (attraverso la psicologia umanistica in particolare), aumentando la consapevolezza di noi stessi e delle nostre dinamiche in tutte le sue forme - inclusa quella più divina e trascendente. Tutto questo allo scopo di vivere come dèi sulla terra e non come gregge controllato da paure e condizionamenti.

La psicologia transpersonale é un tipo di psicologia che studia anche l'anima e ripristina una scienza sacra di cui abbiamo bisogno - il famoso bisogno di cui parlava Maslow, uno dei padri fondatori del movimento transpersonale. Vorrei però sottolineare che la psicologia transpersonale non si occupa solo di meditazioni, stati alterati di coscienza (ved. interessanti studi di Grof, tra gli altri) e metafisica. Maslow, per esempio, era convinto che il bisogno di trascendenza fosse insito nella natura umana (una volta soddisfatti i bisogni primari) e parte integrante del nostro sviluppo psicologico; sosteneva però che questo bisogno di trascendenza avesse come scopo non solo il saper vivere meglio nella nostra dimensione umana e terrestre, ma anche l'imparare ad agire con più integrità e responsabilità per le nostre azioni, sviluppando consapevolezza e coraggio.

Non c'è dubbio che esplorare senza preconcetti e aspettative le miriadi di dimensioni che ci compongono sia una splendida avventura ed un bel modo, dinamico, creativo e attivo di vivere. Le varie teorie di Wilber, voce imponente nel panorama transpersonale, e le varie tecniche da lui proposte, sebbene indubbiamente interessanti, impongono, a mio modo di vedere, una struttura ed una forma di disciplina che potrebbe essere utile per qualcuno, ma che rappresenterebbe per molti altri una forma di limitazione della propria creatività e del proprio personalissimo viaggio dentro le proprie dimensioni del Sé e verso un nuovo e coraggioso modo di vivere.

L'inconscio collettivo e gli archetipi di Jung (la cui funzione parrebbe essere quella di trasmettere conoscenze più elevate alla consapevolezza di tutti i giorni), concedono più libertà di esplorazione a mio parere, e senza dubbio hanno contribuito col tempo ad attribuire all'inconscio umano tinte più mistiche e trascendenti. Come discusso sopra, il linguaggio che usiamo spesso rivela le nostre motivazioni ed il contenuto del nostro inconscio, ed è interessante notare come, anche i mistici del passato, spesso si focalizzassero sull'uso del linguaggio per facilitare l'evoluzione personale. E' certo fino ad ora che il linguaggio abbia la facoltà di connettere diverse modalità umane - un esempio lampante è l'ipnosi, in grado di inviare suggerimenti subliminali ad una diversa parte del nostro essere. Potrebbe esistere una forte connessione tra l'espressione verbale e la parte saggia e divina del Sé dentro di noi, qualche forma di accesso non ancora esplorata? Una cosa è certa - l'interazione tra mente e materia, spirito e dimensione terrena sta diventando sempre più rilevante nella nostra era post Freudiana.

Jung fu un convinto sostenitore dell'individualizzazione. Egli asseriva che tutto ciò che potremmo mai sperare di conoscere in questa vita fosse racchiuso nella nostra psiche; ne deriva quindi che la scoperta del Sé e l'esplorazione delle diverse dimensioni della nostra consapevolezza siano un passaggio fondamentale per la crescita psicologica dell'umanità. Ad un certo punto, però, in questo mare di interessanti teorie, ci si trova a scontrarsi necessariamente con la scienza, la quale non può ancora adeguatamente spiegare da dove derivi la nostra consapevolezza. Cervello e mente, molti studi hanno dimostrato, hanno funzioni e vite separate - e nel mezzo c'è un qualcosa, la nostra consapevolezza appunto, che non si può ancora spiegare in termini scientifici. Si possono misurarne gli effetti, ma non arrivare alla radice della sua esistenza. E quindi ad un certo punto deve subentrare qualche tipo di credo, un certo coraggio e spirito dell'avventura per esplorare i confini dell'enorme potenziale umano. La trascendenza non ha spiegazioni scientifiche, ma esiste. Da millenni.

ASSAGIOLI E LA PSICOSINTESI

Vorrei ora esplorare uno dei rami del transpersonale più interessanti a mio parere - la psicosintesi. Assagioli, suo padre fondatore, iniziò con la psicanalisi, ma poi abbracciò la saggezza orientale e focalizzò la sua attenzione sul potenziale umano e la psicologia umanistica. Crebbe in lui un malcontento ed insoddisfazione verso la psicanalisi poiché, sebbene la vedesse come una via valida per conoscere, guarire ed evolvere se stessi, era anche consapevole dei suoi limiti, soprattutto verso i bisogni più spirituali dell'essere umano, che la psicanalisi vedeva come illusioni e fantasie infantili. Inoltre, la visione umanistica che pone il cliente al centro di una relazione di aiuto, in quanto esperto di se stesso, fece breccia in lui e lo spinse ad allontanarsi da ciò che era conosciuto come "the medical model", un atteggiamento, tuttora esistente, che presuppone che l'esperto sia il professionista e non facilita la capacità nel cliente di trovare le proprie soluzioni e non incoraggia l'indipendenza psicologica ed emotiva. Il suo pensiero fu influenzato inoltre dalla metafisica e da Alice Bailey. L'intento della psicosintesi era quello di unire la saggezza orientale a quella occidentale per una crescita personale più completa. Il suo sogno era quello di ri-introdurre il concetto di anima e della guida individuale e quotidiana del Sé Transpersonale nel mondo della psicologia per preparare nuovi professionisti ad agire come guida e ascolto nei confronti dei bisogni di una nuova razza umana più saggia, equilibrata, indipendente, intuitiva e consapevole e, non da ultimo, dotata di una percezione globale e cosmica dell'umanità e del creato. Per questo motivo, c'erano ben pochi limiti nella sua visione originale - Assagioli, essendo dotato di non comune apertura mentale, sperava in aggiunte e modifiche da parte dei suoi successori, per rendere la psicosintesi sempre più attuale, senza mai limitarla.

Per Assagioli, il professionista era solo un facilitatore della trasformazione in atto nel cliente; il suo compito era quello di aiutare il cliente ad esplorare i propri mondi inconsci, ad integrare la personalità conoscendo ed esplorando le varie subpersonalità, per arrivare alla fonte di guida e saggezza interiore, chiamata Io o Sé Superiore. In questo modo, indipendenza, creatività e potere venivano incoraggiati nel cliente, come ancora accade nel campo della psicosintesi e delle terapie transpersonali, sia la psicoterapia che il counselling. La sua visione di terapia era ottimistica e costruttiva e aveva, come principio di base, lo sviluppo del potenziale umano.

Assagioli credeva che esplorando i vari livelli dell'inconscio, rafforzando ed equilibrando il sé, la propria volontà, la propria sfera mentale ed emotiva, comprendendo gradualmente in quale modo contribuiamo ai nostri disagi, decondizionandoci attraverso l'auto-osservazione, potessimo poi giungere ad una consapevolezza transpersonale e conquistare una armoniosa integrazione con il nostro Sé Superiore, la scintilla divina dentro di noi. Se non si rispettano questi stadi di crescita ed evoluzione, affrontando paure, nevrosi e blocchi inconsci per evolverle in un sé coeso, si rischia di destabilizzare la propria personalità e di gonfiare l'ego con illusioni di grandezza che ben diverse sono dalla saggezza del Sé Transpersonale. E' un processo che dura una vita intera, un modo di pensare, di essere e di vivere, il quale ci aiuta ad usare l'intenzione e l'azione e ci aiuta a tenere i piedi ben saldi per terra vivendo con serenità l'oggi, ogni giorno, crescendo e trasformandoci in tutto ciò che realmente possiamo essere, esprimendo diversi lati del nostro essere.

Così come Jung creò la sua psicologia del profondo, con tanto di inconscio collettivo, archetipi e complessi, così Assagioli riformulò ed integrò i modelli precedenti, creando la psicosintesi, la quale, per molti versi, appare più convincente del modello proposto da Jung, il cui accento era troppo rivolto all'inconscio e troppo poco a ciò che un essere umano con consapevolezza e volontà poteva invece raggiungere e manifestare. Jung aspettava che il Sé emergesse, mentre Assagioli preferiva agire attivamente per dare forma ad un nuovo sé più integrato che portasse poi alla guida interiore da parte del proprio Sé Transpersonale.

Sia Jung che Assagioli avevano una profonda apertura verso il sapere esoterico e metafisico, ma fu Assagioli ad esporsi più pubblicamente in questo senso, con grande visione e spirito pionieristico. E' interessante notare che il biologo e ricercatore Rupert Sheldrake, per inciso, si è occupato di un concetto simile all'inconscio collettivo chiamandolo "morphic resonance", uno stato psichico che collega tutti gli esseri umani. Interessanti ricerche scientifiche e parapsicologiche sono ancora in corso.

IL TRANSPERSONALE

La psicologia transpersonale, come discusso sopra, si occupa del trascendente, di molte esperienze apparentemente illogiche che le persone hanno ma che non hanno ancora spiegazione, si occupa di tutti i modi in cui il divino permea il terreno. E ci accompagna in un viaggio interessante - ci invoglia a scegliere il sentiero di consapevolezza, vivendo la vita e il mistero umano in modo sveglio e consapevole, usando a nostro favore l'energia dell'inconscio invece di esserne sopraffatti. E' un viaggio di osservazione, analisi e miglioramento del Sé che, contrariamente a quanto si possa credere, incoraggia a cercare e vivere la dimensione divina nella dimensione umana, nella vita di tutti i giorni, coltivandola in modi molto pratici. Ci insegna l'importanza del decondizionarsi da vecchi credo che limitano il nostro modo di essere e di vivere, ci incoraggia a liberarci da vincoli di pensiero desueto, che ingabbiano la nostra anima e non ci permettono di volare, esplorando la miriade di dimensioni del nostro essere nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nella creatività, nelle relazioni.

Il nostro Superconscio, chiamato Io Superiore in psicosintesi, è la voce della nostra intuizione, della nostra anima. Cosa aspettiamo ad integrarla con la nostra vita di tutti i giorni? Quegli splendidi momenti in cui in modo naturale, magari guardando un tramonto o in presenza delle onde del mare, ci ritroviamo ad esplorare con la mente e ci lasciamo trasportare dalle emozioni, sentendoci parte del Tutto, quando trascendiamo la nostra individualità, sono momenti magici in cui una finestra al nostro Superconscio si apre in modo naturale. Questi episodi si possono anche ricreare, invocare e studiare - ed è questo di cui si occupano in parte le discipline transpersonali. Studiano il potenziale umano, il Superconscio, ed usano tecniche per facilitare ed integrare tali energie nella vita di tutti i giorni. E le varie scuole transpersonali hanno anche il compito di fare ricerche e dare spiegazioni anche in chiave scientifica, esplorando con apertura mentale anche campi ignorati da troppo tempo da parte di chi è spesso troppo ottuso e/o spesso ha troppi interessi economici e sete di potere per rischiare di evolvere e modificare lo status quo...

Tra queste discipline si annovera anche l'interessantissima parapsicologia scientifica, le cui ricerche sempre più precise e scientificamente ineccepibili in termini di metodologia, hanno il potenziale di stravolgere profondamente lo status quo. Moltissimi dati sono stati accumulati nell'ultimo secolo, alcuni decisamente da approfondire persino a detta degli scettici più convinti. Alcuni fenomeni, sebbene molti meno di quanto si possa pensare, non trovano alcuna spiegazione scientifica e mostrano in realtà quanto sia enorme e illimitato il vero potenziale della mente e della consapevolezza umana. Chi ci limita? Cosa ci limita? A quale scopo? Avremo il coraggio di osservare ed eliminare i nostri vecchi condizionamenti che hanno esaurito la loro utilità ma che non smettono di limitarci? Avremo il coraggio di uscire dal coro per essere ed esplorare noi stessi, nel rispetto di alcune fondamentali regole di convivenza civile sulla terra che ovviamente sono da seguire?

Il potenziale della psicologia transpersonale è quello di unire la scienza al misticismo e alla spiritualità, intesi come evoluzione personale, affrontando la propria interiorità, diventando consapevole dei propri meccanismi inconsci, elevandoli e trascendendo i propri apparenti confini. Il compito della scienza è osservare, studiare e tentare di capire. Non servono atteggiamenti rigidi e desueti nella ricerca della conoscenza e della verità. Una visione globale, una sana apertura mentale accompagnata persino da un sano scetticismo, non dimenticando una visione più cosmologica, sembrano essere ingredienti essenziali per l'esplorazione scientifica e per la crescita dell'umanità.

Il movimento transpersonale include la sociologia, l'antropologia, l'ecologia, la parapsicologia e molti altri. E' davvero molto difficile separare il movimento dalla psicologia transpersonale . Forse il transpersonale è più un' attitudine mentale che un'effettiva area di studi. Forse un giorno il bisogno di esclusività e di marcati confini "territoriali" (presenti nella varie discipline ed aree di competenza), la tendenza a tradurre tutto in termini di limitate teorie "esperte" su come funziona la psiche umana, non saranno più così necessari e verranno abbandonati.

Ma intanto il grande merito della psicologia transpersonale resta quello di dare una mano alla scienza perché torni alle sue origini e riscopra il piacere della vera ricerca, della comprensione e della scoperta. Il transpersonale inoltre esplora tecniche e modi per incoraggiare la conoscenza dei mondi interiori e del vero potenziale umano, promuove uno spirito di ricerca aperta e non bigotta ed uno spirito pionieristico che potrà un giorno portare alla creazione di una razza umana emotivamente guarita, con un forte centro interiore e priva di paure indotte, che riesca a vivere con più integrità e con coscienza globale della propria multidimensionalità.

L'INTEGRAZIONE DEL FEMMINILE

Decondizionarsi ed esplorare le molteplici dimensioni che ci compongono implica anche vedere con molta chiarezza l'eredità lasciataci dai nostri predecessori a livello psicologico, osservando i segni e i disagi dei tempi. In estrema sintesi, occorre anche diventare profondamente consapevoli che la patriarchia ormai vige da millenni. Ha portato molti successi e conquiste e vita molto più comoda per tutti, ma il costo in termini emotivi e pratici è stato molto alto. Il femminile è passato in secondo piano, e per femminile non si intende solo la donna, ma le emozioni, madre Terra e la splendida natura che generosamente ancora ci sostiene nonostante la nostra profonda mancanza di rispetto. Concetti come co-operazione, empatia, gentilezza, l'arrendevolezza al volere divino talvolta necessaria, nonché l'intelligenza cosmica, sono quasi sconosciuti e appannaggio di pochissime persone. Il resto del mondo si focalizza ancora moltissimo su principi maschili e sulla competizione. Il nostro lato lunare e le nostre emozioni umane non vengono comprese, né incoraggiate. Si è creato nei secoli un pesantissimo squilibrio nell'inconscio collettivo, e il malessere così diffuso oggi è strettamente collegato a questo squilibrio. Sta ad ognuno di noi, donne e uomini, integrare e guarire la nostra dimensione femminile, imparando a vivere in modo molto più completo. Anche di questo si occupa la psicologia transpersonale - disciplina indubbiamente versatile e pionieristica.

 

*L'articolo è parte di un libro in preparazione della stessa autrice.

 

 

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